presentiamoci un po'

Pasticci, Colori e Fantasia! Tre pesti in allegria. Semplicemente il mio mondo, me: passioni, pensieri , ricette...
Le mie due favolose pesti e il pestifero!!! (e l'angioletto.. ovvero me che sopportano!)

29 luglio 2011

Pensieri liberi ....

"Avete mai provato a pensare che forse i colori che noi diamo per scontato essere uguali per tutti forse non lo sono?"
Matteo Caccia - Amnesia radio2


Week end bagnato anche questo? Speriamo di no.. anche perchè sono intenzionata a visitare l'oasi delle Saline di Comacchio, dove nidificano migliaia di fenicotteri rosa, speriamo bene....
Intanto raccoglieremo dal nostro orticello, quest'anno super produttivo, dei bellissimi pomodori... i cuori di bue sembrano aver trovato il posto giusto..  continuano a crescere in maniera smisurata, carnosi e dissetanti.. mai assaggiati dei pomodori così! Si uniscono a loro una tenera misticanza di radicchio, pomodorini pakino dolci dolci e quelli tondi giganti (??? il bello che non ricordo di averli seminati ... neppure lo scorso anno...  ma si trovano nella zona dell'orto "sinergico" quindi ..forse qualche anno fa c'erano..). Ah, già, non dimentichiamoci i cetrioloni, yum yum che buoni... magari uniti ai fagiolini gialli e verdi e al basilico fresco fresco ....  si il week end al mare ci faranno la mancanza di quese meraviglie, vorrà dire che ci butteremo sul pesce fresco, sui pescherecci appena rientrati in porto!!
Alla prossima settimana !

"SOLO COLORO CHE RISCHIANO DI ANDARE TROPPO LONTANO SCOPRONO FIN DOVE POSSONO ARRIVARE
T.S. ELIOT

28 luglio 2011

biscotti delle pesti ( salati con soia e mais)

Mentre il forno era acceso che si fa? Si sfrutta tutto quel che si ha in casa no?!
Dopo aver infornato i ShortBread e rimesso in ordine la cucina mi sono trovata con diversi pacchi e mix da finire....  con un poco di farine (riso, fecola, maizena) ho rimpinguato mia scatola di  mix per lievitati, quello mitico di Felix, ma poi mi sono trovata con ancora maizena...e soprattutto farina di soia e fioretto di mais.
Pensa che ti ripensa, ho pensato al tortino salato senza uova e senza glutine (che ho postato su cis nel Novembre del 2009, quanto tempo!! ricetta del libro: Senza Glutine di Micheletto e Negroni, Ed tecniche nuove ).. ma a dire il vero la ricotta per farcirlo era veramente... finita!!! (quella vaccina intendo)
Insomma sembrava non ci fosse modo di sfruttare l'accensione del forno... invece, il lampo di genio: lo scorso anno le mie pesti con l'avanzo di farina dei tortini avevano fatto dei biscottoni salati meravigliosi. Perchè no allora?
Infatti, modificando un poco gli ingredienti abbiamo tirato fuori dei biscottoni rustici, dei craker grossolani, ma molto particolari.
Ho approffitato della ricotta di soia che avevo fatto in mattinata (Già ho fatto pure quella ieri!!) ma ne era venuta poca...  e dividendola in due metà è andata nell'impasto, l'altra l'ho mescolata con le erbette aromatiche del mio giardino e cipolla; sono usciti dei biscotti niente male!


Biscotti salati delle pesti

ingredienti:
100 gr farina mais fioretto (nutrefree)
100 gr farina di soia (faine magiche Lo Conte)
100 gr amido di mais (Maizena)
80 gr olio di girasole
10 gr polvere lievitante (Ar.pa. per piadine)

50 gr di ricotta di soia (fatta in casa dalla sottoscritta)
7 gr di sale
due tre cucciai di acqua calda (dipende da quanto si sbriciola l'impasto)
una punta di xanthano


si mescola tutto e si fa un bel panetto , si stende nella teglia il più sottile possibile ( non si riuscirà a scendere sotto il mezzo centimetro sennò inizierà a sbriciolarsi tutto) con un po' di olio EVO si può passare la superficie, dopodichè si tagliano forme a piacere (io ho fatto strisce diagonali in due direzioni e un giro in orizzontale, ho così ottenuto dei triangoloni.
Una spolverata di sale grosso e un poco di origano e via in forno, giusto giusto all'uscita degli ShortBread!
Venti minuti a 180 gradi e spegnere il forno (possono stare anche dentro) sino al giorno dopo.





Un gusto molto particolare non c'è che dire, nessuno però immaginerebbe si tratti di soia! Nell'ultima foto li vedete accompagnati alla ricotta aromatizzata. Uno spuntino vegetariano e gustoso!


27 luglio 2011

Scozia quanto mi manchi

Tra le tante peripezie di oggi e il tempo uggioso, grigio e per nulla estivo, ho passato molto tempo in cucina... e lì bello come il sole il nostro quadro di viaggio: già perchè per ogni viaggio importante in moto, tutti i ritagli di giornale, i fiori, le stoffe, la lana e ogni cosa che ritenevo importante per non dimenticare, sono finite sottovetro, in un quadro.
Tra questi spiccano il viaggio d'Italia, da norda a sud, in Francia alla scoperta della linea Maginot, Barcellona, Francia meridionale, Andorra... Scozia. Nessuno resta sotto i 2000 km, e quello scozzese sicuramente è quello che più mi ha segnata: il primo in assoluto (sempre come passeggero), il più lungo, 6000 km tondi tondi! da Ferrara a John O'Groat, il punto più a nord. Insomma una meraviglia di assoluto nulla e desolazione, le mie immagini preferite.

Pensando al viaggio mi sono venuti in mente tutti i manicaretti locali, piccantissimi, come l'ottimo Chili degusatato nella minuscola casetta sul campo di battaglia di William Wallace, proprio la stessa landa dove hanno girato il film Cuore Impavido, Braveheart di Mel Gibson.... a proposito, fu una vera delusione: l'immenso capo di battaglia non è che un fazzolettino rispetto le riprese (magia della telecamera!).
Ma a casa le pietanze locali non le posso certo riprodurre: ono l'unica che ama i cibi "forti", piccanti e aromatici.... mi restano da proporre i biscottoni, ma non quelli carichi di spezie (che per altro non amo neppure io) ma semplici friabili biscotti bianchi: i Short Bread.
Originariamente (ma anche ora) servirebbe farina di avena, ma ancora ci sono grosse perplessità sul potenziale quantitativo di glutine all'interno di questo cereale quindi bypasso codesta farina, peraltro introvabile da me. Passo così a farina di riso e fioretto di mais che aiuta a rendere un po' meno secco il biscotto.




ShortBread
Ingredienti: 
250 gr burro
220 gr farina di riso (mulino zangirolami)
40   gr fioretto di mais (nutri free)
130 gr farina di mandorle (io le ho frullate)
120 gr di zucchero
un pizzico di sale


Con gli ingredienti fare un bel panetto (come per la pasta frolla) e metterlo a riposarre in frigorifero per almeno un'ora.
Si prende una teglia e la si imburra e infarina, oppure con la carta da forno come ho fatto io (poca voglia di ripulire dall'unto le pentole), si stende il panetto di farina che era in frigorifero, con uno spessore di mezzo centimetro.
Infine si ripone nuovamente in frigo per mezz'ora.
Terminata il tempo di riposo accendere il forno a 180 gradi e ritirare la teglia dal frigo, con la forchetta bucherellare la superficie in modo regolare e infornare per 30 minuti.
Scaduto il tempo estrarre dal forno, e tagliare dei rettangoli (questa è la forma tipica, ma possono essere anche tondi). lasciar raffreddare bene.


Purtroppo non si vede bene la bucherellata della forcheta ma il gusto non ha nulla da invidiare alla versione originale.. inoltre in casa c'è un profumo meraviglioso!!!


E' stato divertente, mentre aspettavo finissero di cuocere, leggere i resoconti del viaggio (mamma mia quante cose ho scritto..e alluinanti), i libretti con tutta la storia, i luoghi visitati... se convinco i miei ad accendere il proiettore domani ci tuffiamo con gli ShortBread in mano, dentro le diapositive fatte nelle Highlands immense della Scozia, tra castelli e arcobaleni....  che meraviglia. Mi manca.. magari un giorno con le pesti, ci torneremo ancora... magari in moto come in quel viaggio...  porella motocicletta, ha voglia pure lei di muoversi.



Mini storia degli ShortBread (fonte : Wikipedia)
"Lo shortbread è un biscotto tipico scozzese, tradizionalmente preparato con una parte di zucchero, due di burro, tre di farina di avena e altri ingredienti. Il nome shortbread si riferisce alla particolare friabilità di questo tipo di biscotti ("short" è un termine in disuso per friabile).
È possibile trovare gli shortbread principalmente in tre formati: gli shortbread fingers, i più tipici, di forma rettangolare allungata e molto spessi, gli shortbread rounds, di forma rotonda simili agli altri tipi di biscotti, infine i petticoat tails, un grande biscotto unico circolare che viene diviso in spicchi.
Gli shortbread sono originari della Scozia e vengono di norma ad essa associati, la loro popolarità tuttavia è molto alta in tutto il Regno Unito. Sono diffusi anche in altri paesi come Danimarca, Irlanda e Svezia (la variante svedese è chiamata Drömmar). La versione scozzese è comunque nettamente la più conosciuta e Walkers Shortbread Ltd è il maggiore esportatore di prodotti alimentari di tutta la Scozia."

Nota post post: ovvero il giorno dopo.
Non c'è che dire: la riposata dnotturna ha fatto bene ai biscotti, soltanto restano molto friabili (più di quelli glutinosi) ma ho usato anche tantissima farina di riso, e quesllo conta. La prossima volta un mezzo cucchiaino di Xanthano non lo toglie nessuno dall'impasto!

26 luglio 2011

ho voglia di... Dango (a modo mio)

Tutta colpa di una amica di facebook che ha pubblicato una foto con delle bellissime crocchette di riso...  piccole , tonde, perfette ...  e io da diverso tempo faccio il filo alle ricette del sol levante...  erano così simili quelle crocchette che mentre le proponevo un'idea per presentarle in modo giocoso (tre in ogni spiedo con salsina a parte) mi è balneata l'idea dei Dango... i dolcetti  giapponesi che si fanno tutto l'anno.
Certo non azzeccano nulla con le crocchette di riso ma quando la voglia chiama, perchè lasciarla andare avanti? Zittiamola subito e rimbocchiamoci le maniche!

Giro di quà e di là ricordavo di averla... infatti la ricetta era su un vecchio foglietto ingiallito tra le pagine di un shuojo manga (HanaYori Dango, per l'appunto! di Yoko Kamio)  e mi metto al lavoro...  purtroppo però alcune materie non le avevo proprio quindi ho dovuto accontentarmi di quel che avevo.
L'ingrediente base è a farina di riso, e questa non mi manca certo visto il fiorir di aziende biologiche che producono riso nella mia zona, e fortunatamente sono pure entrate nel prontuario della AIC, più sicura di così...  guardacaso le ho incontrate ad una fiera di produttori locali della coldiretti mentre ero in vacanza e ne ho fatta una buona scorta (anche di semola di riso!! evvai!).

Ingredienti:

250 gr di farina di riso 
50-60 gr zucchero, c'è chi non lo mette neppure... io preferisco metterlo (almeno 50 gr si)
200 gr di acqua tiepida
a parte tenere della farina, potrebbe servire per amalgamare meglio l'impasto che diventa piuttosto appiccicoso...

I colori dell'impasto dovrebbero essere dati da tè verde matcha (che ancora non ho), fagioli azuki rossi .(non avevo tempo di fare la marmellata), uova ( a quanto avevo saputo..ma so pure che i giapponesi e le uova non sono molto in sitonia..)
Comunque non avendo le materieper colorare ho ripiegato sui coloranti alientari certificati (sul prontuario si trovano finalmente, dopo anni di richieste una ditta produttrice vi ha messo piede.)
E dato che i coloranti sono insapori...  ho agiunto qualche goccia di estratto i vaniglia nell'impasto giallo, e goccioline di Ruhm nel verde.(poco poco).


Ma come si fanno i Dango ora? Semplice: si mescola tutto, anche i colori, in tre ciotole separate (una per impasto), poi si mette una pentola che abbia il cestello per il vapore sul fuoco, personalmente uso il Seiro con la tela sopra, (cestello di vimini per la cottura al vapore) si fanno tanti pezzi di impasto e si lasciano cuocere a vapore per almeno 50 minuti, facendo attenzione alla fine cottura di non far cadere le goccie di acqua del coperchio sopra l'impasto.
Si prende l'impasto e si fanno tante palline, grandi come nocciole o poco più, e si infilano in spiedi.
Ora non resta che grigliare i nostri spiedi per cinque minuti a lato, su una griglia o una padella antiaderente, metterli in un piatto e volendo irrorarli con la salsa tipica, la Mitarashi.


Sfortunatamente (anche no!) non avevo gli ingredienti per la mitarashi (e non credo mi sarebbe piaciuta) così con un po' di inventiva ho fatto un simil caramello con poca acqua, zucchero e miele, sciolto tutto sul fuoco, appena sono cominciate le bollicine ho irrorato i miei Dango. Bhè, non ci sta mica male, anzi... quel dolce in più che manca in molte preparazioni nipponiche (ma parla una che ama lo zucchero quindi forse non faccio poi tanto testo).


Non mi resta che aspettare il responso delle mie pesti per sapere se riproporli o no, per ora si sono innamorate dei Dorayaki ... ma si può sempre cambiare idea.



25 luglio 2011

In vacanza ma..con la MdP!!!

Già già ho scritto bene: in vacanza siamo andati ma con la compagnia della macchina del pane, perchè no? Eravamo a casa dei miei suoceri, avevo le prese elettriche disponibili, diverse ricette scopiazzate quà e là appena comprata la macchina e tante prove fatte a casa...allora perchè no? Svegliarsi il mattino con una buona torta casalinga, lasciare il profumo del pane appena sfornato lungo tutto il villaggio marino... e tornare dalla spiaggia sotto il diluvio per scaldarsi con una bella polenta seria(!) appena fatta, grazie alle indicazioni di Felix .. è favolso davvero!

Da non credere vero, ma ecco i risultati...  un po' deludenti nella prima fase, causa umidità completamente differente tra Ferrara e lidi (solo 64 km di distanza, eppure sembra un'altro mondo!). Le prime foto mi sono..scappate...  sfornavo ma non facevo in tempo a fotografare....  meglio così, si vede che era buono!

Avevo portato con me una farina di sicuro successo, la Glutafin Select, che viene viene viene..eppure  il pane è rimasto morbidoso e si è un po seduto dopo l'uscita dalla mdp.
Le volte successive l'ho.."fregato" io il pane: ho tolto un poco di glutafin e messo farina coop senza glutine...
risultato fantastico, se poi si aggiunge all'interno e sopra semini vari...  io ho messo Sesamo e Lino.

Pane in cassetta con la mdp

300 gr H2O
6 gr lievito
12 gr olio evo
7 gr sale
70 gr farina coop sg
305 gr glutafin


semi vari (ma senza glutine!)

in macchina del pane, programma base, corto: non più di 2 h e mezza... il mio:
con severin prog 1 da 750 gr, a tempo ridotto.(il mio è diventato 2.17)




I dolci arriveranno domani...devo trascrivere le ricette..soprattutto non trovo più i link delle originali (mea culpa!!)
Se si seguono alla lettera le istruzioni di Felix si può avere una polenta perfetta e con poco sforzo...soprattutto una polenta di quelle "serie" a lunga cottura.
Felix usa polenta fine, io ho utilizzato una normalissima poleta begamasca (con marchio spiga sbarrata m raccomando... perchè non tutte le farine "senza glutine" vanno bene) e l'ho accompagnata a tranci di salmone scottato sulla griglia, semplice, ma veramente un'ottima accoppiata.


Ricetta 
di Felix pubblicata su cis , che a sua volta ha trovato fonte ispirativa in questo blog dedicato alla mdp
120 g di farina per polenta (non istantanea)
500 g di acqua
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di olio

Fate partire il
programma marmellata della vostra macchina e non appena vi accorgete che ha smesso di azionare le levette (20 minuti prima della fine del programma) tirate fuori il cestello e versate la polenta nel piatto. 
 
Anche le bimbe hanno gradito, molto più dei gamberi!!!
A dirla tutta... mia suocera ha spazzolato più di tutti, da buona montanara ama la polenta, ma l'idea di farla in piena estate la sconvolgeva... così una sera..sorpresa! (sono due anni ch le propino la polenta con la mdp ma non se ne era mai resa conto! hi hi hi!!)

Quasi quasi stasera ci ripasso....  vista la stagione...

Ciupèta ad Fràra ovvero...Coppie Ferraresi gluten free

Da una vita (almeno secondo i miei canoni) non panifico queste meraviglie! La ricetta è tutta.. mi scuso con il proprietario della frase ma la devo usare: "è tutta farina del mio sacco" ! E un motivo c'è, la Coppia tanto per cominciare è un prodotto tipico (Igp) di Ferrara, non esiste pane che si avvicini al crostino dei nostri forni... vuoi l'acqua del Po grande, vuoi l'umidità con la quale da sempre si combatte da noi (e per avere un pane decente vi assicuro che deve essere mooolto particolare).. chissà come mai ma alla fine a Ferrara sono nate le coppie!

Si può capire meglio di cosa parlo qui, nel documento della agriturist. Poi girovagando su Cucina in Simpatia un giorno Leterbuk pubblico le coppie che aveva fatte, in versione senza glutine. Gioia e gaudio!!! Da provare assolutamente.
Ma prova e riprova, nulla, nada..a me non venivano....  e non ne capivo il motivo... fai rifai, studia i link dal quale aveva la stessa Leterbuk preso idee e spunti anche per formarle e arricciarle, da gennarino , ma nulla.
Alla fine ho lasciato perdere per tanto tempo, sinchè una voglia spasmodica: da leggersi occhioni umidi della mia cucciola che sempre più era tirata verso i forni "tradizionali" e mi sono rimessa di buona lena a studiare e provare. Ancora con la ricetta che aveva segnato Leterbuk non veniva nulla, almeno non come le sue, sebbene il gusto fosse fantastico!
Basta ho detto, ripartiamo da capo, intanto mi sono fatta un tour nei forni della zona per carpire i segreti del pane nostrum e magari domandare qualche aiutino dai fornai per farle..ma niente...  almeno ho studiato la tecica di arriccamento....  poi ho iniziato a miscelare le farine che più mi sembravano idonee..sinchè un giorno,  il 21 Dicembre del 2010 la folgorazione giunta e su CIS ho pubblicato la mia versione, che qui ripropongo poichè ne sono davvero orgogliosa. La versione nel tempo è stata modificata per trovare la farina, meglio i mix di farine dietoterapeutiche, a me necessarie, e pian piano raggiouno sempre meglio il mio scopo.
Ora sono alle prese con la nuova farina della Despar, la Free form senza glutine e senza lattosio ( perchè vorrei eliminare anche quel problema nella realizzazione di questo pane quindi...si continua !!), ma l'intenzione mia è di arrivare ad eliminare le farine dietoterapeutiche e di usare solo quelle naturalmente prive di glutin. Una bella sfida che ho intezione di vincere..prima o poi!! 

9 luglio 2011

Buone vacanze, soprattutto fresche !!

Un saluto prima di fermarmi per il lunghissimo ponte estivo, già perchè per due settimane non sarò reperibile o raggiungibile! Noooo, non vado in Patagonia o nelle Isole Galapagos (per quelle mi sto attrezzando!) mi avvio soltanto verso i nostri cari amati Lidi ferraresi.
Bleah!!! Sento già dire da tanti, che postaccio! In effetti se uno si aspetta mare blu, spiaggie bianche..direi che ha sbagliato meta, qui da noi.. meglio là ai lidi, vige la legge dell'acqua verde marrone, color del fondale marino ribattuto di continuo dal Po che si apre proprio in prossimità i essi in sette bracci, creando un Delta di una bellezza incommensurabile.
Certo le acque sebrano di continuo sporche e torbide, invece sono tra le più pulite e meno inquinate d'Italia! Possibile? Possibilissimo si, e la riprova sta proprio nel fatto che con una semplice mascherina e boccaglio si può osservare un fondale che pullula di vita in maniera incredibile: paguri che cammnano tra la gente che fa il bagno,, ranchi grandi e piccol, alici e aguglie di varie dimensioni in branchi ti circondano da un momento all'altro, passando tra le gambe, le mani, tanto che si possono acchiappare e toccare. Stelle marine, vongole e telline aprono e chiudono i gusci.. e tanto  davvero tanto altro. (Speriamo che le meduse non si facciano vedere!)
La scorsa estate si prendevano con i retini persino i gamberi, e i bambini si divertivano un sacco nell'acqua a prenderli; acque non altissime, all'inizio, poi dopo davvero tanta tanta strada iniziano le profondità.. ma fidatevi, prima di arrivare a quel punto i bimbi sono già belli e cotti, ci rinunciano e si fermano sulle isole che compaiono nel mare grazie ai movimenti lunari.
Spiaggie adatte a chi vuol abbronzarsi e achi vol bagarsi, per famiglie e amici, si c'è tutto... Non addentriamoci nell'entroterra...lì stanno ancora lavorando.. meglio sorvolare...  magari entrando nelle saline dove i fenicotteri rosa nidificano, una meraviglia sentirli e vederli volare sopra le teste, a poca distanza dai tetti delle case, con un rumore intenso, forte dell'elevato numero di uccelli che la sera si muovono in formazioni.
Poi c'è il Delta da visitare, con le sacche, i "pantani" pieni di Cavalieri D'Italia (bellissimi visti da vicino),le imbarcazioni che rientrano cariche di pesce, il porto con i pescatori...  e magari scene da film, con le forze dell'ordine che inseguono vogolari abusivi che a bordo di potenti scafi e ben nascosti da passamontagnacercano di sfuggire al riconoscimento..già perchè di catturarli mi sa neppure l'ombra.

Questi sono i nostri Lidi, o li si ama ...o li si odia, a me piacciono davvero.

8 luglio 2011

Bento Box

Due post in un giorno? sarò impazzita !!!!

No, solo non volevo mescolarlo al dedalo...  e poi devo mettermi in pari visto che a breve, brevissimo, sarò assente per due settimane. Sigh sob. Scherzo, iniziano le vacanze e continuerò a fare reportage (miei) e foto... inoltre proverò un locale gluten free quindi...lì non possono mancare super foto!!


Mi piaceva però l'idea di iniziare una sezioncina con i famosi Obento, i pranzi tipici giapponesi. Questo che propono è il più infimo e veloce in assoluto, ma le mie pesti avevano voglia di un pic nic.. io avevo un sacco di appuntamenti al mattino..e loro le avrei brtalmente trascinate con me quindi... abbiamo fatto un patto: prima i giri poi il pic nic...  che ho preparato prima di uscire.

Bento box caricate con riso freddo super condito (ho barando usando il condimento pronto..ma era già fatto quindi...) Wurstel tagliati a polipetti e granchi, passati per tre minuti al microonde, così hanno preso colore, cttura e si sono arricciati, e bastoni di formaggio caciottoso.


Launch box per uno (il mio è azzurro!) mentre in un contenitore a parte, pretagliata e lavata, la frutta: melone e albicocche..ricordi del dedalo visitato il giorno precedente!
Terminate le incombenze siamo passate da casa e abbiamo recupertao il nostro sacchetto porta bento, per poi fiondarci al parco. Questa volta ne abbiamo trovato uno carino carino, all'ombra, ricco di giochi per bambini di tutte le età e soprattutto era ventilato, cosa stranissima qui nella nostra depressione ferrarese .
Peccato solo siano bistrattati dall'ammnistrazione comunale e usati molto molto male dagli "utenti" grandi e piccoli! Ma questa è un'ltra storia ;-)

Dedalo in Città

Dopo anni e anni di terrore Teseo, il figlio dell'eroe Egeo si recò a Creta assieme ad un gruppo di giovani, per sconfiggere il tanto temuto Minotauro, la creatura rinchiusa nel labirinto costruito da Dedalo a Creta. Qui il giovane eroe si innamrò di Arianna, figlia di Minosse re di Creta. Assime grazie ad uno stratagemma riuscirono a sconfiggere il mostro e soprattutto...uscire dal labirinto.
Che c'entra questo? C'entra c'entra...anzi ci siamo entrati noi nel mega labirinto costruito, diciamo, sulla falsa riga di Dedalo!


Un'azienda agricola della zona, con sede in città (e non è semplice), ha potuto creare un gioco entro  suoi terreni, disegnando in due campi, uno di Mais e uno di Sorgo, due labirinti con tesoro finale. Purtroppo uno dei due, quello ad entrata libera bambini da soli, era impraticabile a causa di un errore di proggettazione (il sorgo ha invaso le strade! Lì abbiamo proposto di fare un safari con machete al seguito... per eliminare le piante in eccesso...e bayonette per prendere le zanzare ma...siamo stati bocciati, peccato!); in ogni caso per la seconda volta siamo entrati dentro altissime mura verdi, costellate da grandi pannocchie quasi pronte da grigliare (Sabato infatti grade grigliata per tutti all'aperto!!)...ma l'entrata in questo caso non corrispondeva all'uscita...e il filo di Arianna che avevamo con noi...previdenti mamme, non è servito...   in più all'interno dei tortuosi percorsi vi erano ben sei "testimoni" da recuperare per arrivare al premio finale....  ed erano pure numerati quindi...non si bara!!! Sui testimoni la filiera produttiva di un frutteto... insomma una caccia al tesoro all'interno di un Mega Labirinto!
Un divertimento unico, anche se per un po' il terrore di non uscire dagli altissimi steli di mais s'è fatto strada...  dopo la discussione su quale bivio intraprendere avvenuta tra mamme...  Tra parentesi ..noi che c'eravamo già state avevamo indicato quella più "corta" ma quando non si ascolta .bhè.... si fa il giro dell'oca!! hi hih i, ma va bene, noi ci siamo divertite a vedere grandi e piccoli perdersi e ripassarci davanti più e più volte!


Infine, come il filo ci avrebbe riportati all'inizio, ci ritroviamo a contemplare un cerchio a mò di piazza, al centro del Dedalo, a comunicare tra le varie (pubblicità per l'azienda che è pure fattoria didattica e per la coldiretti alla quale appartiene) l'effimero labirinto che scomparirà ad Agosto con la trebbiatura. Imponente quanto fugace ed effimero labirinto.....








Forse la foto non rende..ma vi assicuro che da dento non si vede attorno..e i punti di riferimento (che pure l'agricoltore ci ha indicato) presto svaniscono.


Ah certo, il tesoro! Abbiamo trovato tutti i testimoni secondo voi? Certo che si! Potatura, fioritura, raccolta...  e alla fine una mega merenda base di Yogurt biologici senza coloranti ed aromi aggiunti, con frutta del posto e sano latte di mucche di alcuni amici, melone apena raccolto..proprio lì vicino a noi, succhi di frutta di pere e ciliegie dell'azienda e relax (meritato) nel giardino della fattoria, mentre i bambini giocavano felici, le mamme contemplavano i cigni del lago e facevano ginnastica da tavola! Un'ora per il abirinto, e altrettanta per il relax e la merenda...insomma un pomeriggio, a mio dire favoloso, per non dire di più!


Se passate per Ferrara e volete visitare un labirinto..fate un salto a "la Castellina" non ve ne pentirete, secondo ime! E per saperne di più sull'iniziativa del Dedalo ecco il link.


Ah, a casa avevo pure già pensato alla cena (oltre ai meloni ).. in macchina del pane stava cuocendo la torta di yogurt e in frigo finiva di sgocciolare la ricotta di latte di kefir!

4 luglio 2011

Amaranto e fantasia

In questo periodo mi sto dando ad esperimenti alternativi e strampalati. (senza glutine, senza colesteroo, ma con tanto ferro) No non spaventatevi, sto solo cercando di utilizzare alimenti naturlmente privi di glutine e sono incappata in pseudo cereali di provenienza andina.

Certo che i maya avevano proprio un sacco di bontà    e soprattutto gf (EVVIVA COLOMBO che è arivato in america e ha portato mais, patate...e più in là altri conquistadores hanno recuperato Quinoa, Amaranto, cacao)

Ma eccomi a questa strampalata ricetta.... protagonista l'Amaranto, che dopo averlo utilizzato per le barrette di muesli, ho infilato in una ricetta salata, seguendo come base alcune ricette andine.. trovate in giro, su un vecchissimo giornale peruviano che mi regalò un'amica (peccato non aver il giornale completo ma solo il ritaglio)


 cos'è l'Amaranto? Ecco qui su wikipedia in breve, pseudo cereale parente di Grano Saraceno, Quinoa...


ingredienti:
Amaranto cotto in abbondante acqua salata per 15-20 minuti (io ne ho usati 150 grammi), scolato.
mescolato a sale
un uovo
un po' di farina di riso
... a piacere si aggiunge profumo vario: cipolla tritata, mortadella a pezzetti, salvia... etc...
in una padella con un po' di olio si buttano delle cucchiaiate di impasto (non liquido) e si appiattisce con il dorso del cucchiaio. Una volta rappreso da una parte si rigirano.


a piacere si può anche irrorare con pomodori e peperoni (salsa) oppure olo aromatizzato con basilico menta e aglio.



3 luglio 2011

IL castello nel giardino ..1: lo scudo






Eccolo, bello come il sole lo scudo del "Bastione"... una parte del Castello che abbiamo costruito in giardino, tutti insieme, proggetto della peste grande, con idee della sorellina e mano d'opera del papà e mia, chiaro! Uno scudo, a monito di entra in giarino, che questo è un posto speciale, per noi almeno, e protetto da antichi cavalieri con draghi possenti. Buona giornata a tutti e a presto! <3
Sol

1 luglio 2011

Stilton in cucina, Geronimo Stilton

Certo che la mia avventura come blogger inizia proprio male....  decido, preparo apro..e ... sorpresa!! Il mio net book decide di darmi la fatidica "schermata blu", terrore di tutti gli utenti windows.
Nella speranza di trovare al più presto un medico che potesse fagli un'iniezione di adrenalina, una defibrillata, insomma che lo riporti "on" invece di fargli un'autopsia definitiva, userò il fisso ... a tradimento, poichè non è il mio ma del mio compagno, che usa per ogni cosa....  dovrò prenderne furtivamente possesso quando non sarà presente, e se ne accorgerà, questo è certo, ma o così....  o nulla, e io non posso stare senza la mia "aspirina" così chiamo affettuosamente il mio netB...  speriamo di salvare almeno i dati..  già perchè lì c'era il mio diario, le ricette, le foto.. insomma la mia vita digitalizzata.

In momenti come questi avrei proprio bisogno di mangiarmi alcuni dolcetti che io e le mie pesti ci siamo dilettate a fare appena terminato di leggere il bellissimo libro di Geronimo Stilton, ma si lui, il direttore dell'Eco del Roditore di Topazia, il topo più fifone del mondo che vive avventure mirabolanti su carta e..ora pure su schermo. Alle mie pesti piace proprio, tant'è che la più grande ha iniziato ad acoltare le storie dei Regni della fantasia a meno cinque anni..da allora non ha più smesso! A dirla tutta ha iniziato a leggere proprio con quelle storie perchè non riuscivamo, noi grandi, ad avere il tempo di finire la lettura con lei. E la piccola? Pende dalle labbra della sorella!


La ricetta Proviene dal Libro "Il Sesto Viaggio nel Regno della Fantasia" di Geronimo Stilton, ma l'ho riadattata alle farine senza glutine .... sono favolosamente buone!!! E' proprio vero, mettoni il buon umore e una tira l'altra quindi... attenzione!!! :-)

la ricetta la postai sul Forum Cucina In Simpatia  qui  a Febbraio 2011

Perle del Buonumore di Fata Aquaria

170 gr farina di cocco (da prontuario AIC)
40 gr farina (30 di mix It e 10 di amido di riso da prontuario)
150 gr di zucchero
2 uova
un pizzico di sale

setacciare le farine e mescolarle, unire lo zucchero ...
sbattere le uova con il pizzico di sale ed unire tutto al composto di farine.
Mescolare sino ad ottenere una palla morbida ma consistente, e fare o a man o con un porzionatore da gelato (piccolo) tante palline da adagiare nei pirottini di carta.

Infornare per 20 minuti a 180 gradi.
Servire fredde dentro i pirottini o metterle in un piattino una sopra l'altra.



Buone buone buone, non si può dire altro! Peccato non averne ora perchè mi servirebbero davvero!! 
Mi darò agli "avanzi" di dolcetti di mandorle e nocciole, i "mandùrlin ad Pont" e un melange di ricette salva nocciole in partenza per le vacanze.. ..  evviva le scadenze che tendo a dienticare, e albumi d'uovo. Appena recuper le ricette e foto magari le posterò....  per ora, le infilo nella mia bocca..almeno evito di lanciare improperi al pc! mannaggia!!!!