presentiamoci un po'

Pasticci, Colori e Fantasia! Tre pesti in allegria. Semplicemente il mio mondo, me: passioni, pensieri , ricette...
Le mie due favolose pesti e il pestifero!!! (e l'angioletto.. ovvero me che sopportano!)

6 dicembre 2013

Quanti Modi Di Fare E Rifare: il Pampapato di Ferrara


Eccomi, si ci sono anche io stavolta. Ultimamente sono a super rilento.. ho arretrati da pubblicare ma non trovo mai il momento per mettere nero su bianco gli appunti.. non pensiamo poi a scaricare le foto dalla digitale, no nò...tempo tempo dammi tregua e fermati per giornate da 100 ore , per favore .

....
nulla
....
no..
.. tic tac, l'orologio si muove ancora alla stessa velocità...
...

magari aspetto un'altro poco, magari serve tempo per fermarsi...
....
nulla...vabbè.

Ho capito, non si realizza questo piccolo(!) desiderio, allora dai, meglio che scrivo o potrei combinarne un'altra delle mie...  e non salvare il post..già perchè è successo pure quello: e non è stato l'unico, sigh... devo ancora capire bene come funzionano le app del cellulare, l'unico strumento "leggero" che mi permette di iniziare, almeno, a impostare due righe..ma se poi non salvo bhè....  sono io sempre :P purtroppo.

Non so quante volte ho cucinato (e trasformato) diverse ricette di questa bellissima iniziativa, ma non riesco mai a stare entro i termini... ma questa volta no eh! Si gioca in casa, si cucina in casa e ricette di casa, impossibile non esserci.

Ebbene si, questo dicembre sarà protagonista di molte tavole una ricetta tipica della mia città, Ferrara, con il buon dolce speziato Pampepato. Inoltre proprio qui sul Castello la pubblicai sglutinandola a modo mio per poterla far assaggiare alla peste.. che non apprezza causa spezie, ma noi si eccome!
Aggiungiamo che l'iniziativa di cui scrivo cade sempre nello stesso giorno, che sia fine o metà settimana, ma sempre in quel dì si posta sui blog...

Di che parlo? Ma della mamma per procura delle Rifatte Senza Glutine, temporaneamente in pausa, eh già alla Cuochina di Quanti Modi Di Fare E Rifare ci si è ispirate!

Si proprio il 6 di ogni mese ci si delizia con una ricetta di un blog e tutte, in ogni dove, si mettono in gioco rifacendo a modo loro ( e a disponibilità e necessità della padrona di casa). Cos'è Quanti Modi di Fare e Rifare e come aderire? Ecco qui le info! Nel mio caso, ma non sono certo l'unica, in gioco mi metto sglutinando il tutto ed è troppo divertente..anche se a volte ci si beccano delle batoste mica piccole, ma non demordo. 
Nel blog della Cuochina "Quanti Modi Di Fare E Rifare" si possono trovare tutte quante le partecipanti, glutinose e non, anche sulla pagina Facebook.. da qui si può saltellare da blog a blog e conoscere tanti modi di fare la stessa ricetta... a dirla tutta spero proprio che qualche glutinata si metta in gioco seguendo la ricetta che ho proposto anni fa in versione gluten free.. chissà.. non vedo l'ora di tuffarmi sulla lista di blog partecipanti questo mese!

Avevo detto che si pubblica ogni mese? Si? E sapete questo mese il 6 dì della settimana quando cade? Di Venerdì.. e di venerdì il blog Gluten Free Travel & Living che propone di fare ?
Mangiare senza glutine..e pubblicare senza glutine, 100% Gluten Free (fri)Day...
Poi è giusto giusto per festeggiare il Natale o creare un piccolo dono per amici, e parenti..e anche i tempi ci stanno a meraviglia...e questo Pampapato è un'occasione per una insolita strenna a tema.
Insomma i segnali ci stanno tutti, assolutamente ci devo essere, nonostante il caos che faccio perennemente...
Anche in zona cesarini, ma devo postare!!
ed infatti eccomi qui!!

E ora mi perdonerete ma vado a lanciarmi nei vari blog, ad assaporare i pensieri dell ragazze.. sono proprio curiosa di conoscere cosa ne pensano di questo piccolo e "leggero" dolcino della mia città.


Pampapato 
250 farina senza glutine (anche pre miscelata dietoterapeutica, oppure un mix di fecola, tapioca, riso, amido di  mais come qui)*
200 g zucchero semolato fine
75 g cacao amaro in polvere (coop)*
70 g pinoli interi
70 g mandorle tritate grossolanamente e qualcuna intera
50 g cedro candito a cubetti
50 g arancia candita cubetti
5  ciliege candite tagliate in tre
8 g di cannella 
5 g chiodi di garofano 
1 cucchiaino di lievito per dolci* (per me Pedon easyglut)
 latte q.b. (serve per amalgamare il tutto) circa 150-180 g
          
Tavolette di cioccolato fondente* Oxicoa alla menta e arancia e curcuma, pro fondazione Umberto Veronesi, ricche di antiossidanti naturali, che mi attendevano in congelatore.


*i prodotti devono essere senza glutine se vogliamo utilizzare la ricetta da destinare ai celiaci, e devono essere presenti in prontuario AIC oppure sulle confezioni debbono essere riportati o la spiga sbarrata oppure il claim "Senza Glutine" come da direttive EU 09.




Mescolare gli ingredienti secchi, nei canditi e pinoli mettere le spezie polverizzate e aggiungere il latte piano piano. Amalgamare tutto, creare dei cupolotti e infornare a 140°C per 40 minuti. Una volta freddi e asciutti (anche sotto e almeno un giorno dopo la cottura)  sciogliere a bagno maria il cioccolato e coprire tutti i lati con uno spesso strato di cioccolato.

Incartare e mantenere al fresco, non al freddo, sino al consumo.


7 novembre 2013

Li Voglio Nudi! ...... Ma che avete capito!!?

Ma che avete capito!!!  Certo che li voglio nudi..e pure buoni. Eleganti e delicati, semplici ma favolosamente superiori a tanto.. se poi la base è quella di casa bhè...
Ma smettetela!!
E' una ricetta, non viaggiate troppo con la fantasia suvvia!

La prima volta che l'ho degustata alla radio, Fede e Tinto ospitavano nello studio di Decanter uno Chef d'eccezione, che spesso cucina senza glutine (è pure testimonial per una nota ditta di prodotti senza glutine): Andy Luotto. Già ad ascoltarla mi veniva l'acquolina, se poi la stessa te la ritrovi su un libro di cucina speciale che ti regalano a sorpresa bhè... il gioco è fatto.. o quasi... ma è così rapida da fare che in effetti non è impossibile dire la frase e farli nello stesso momento con le stesse tempistiche: inizi e finisci insieme entrambe, davvero!
Ma finisce qui? Sia mai! Visto che l'ingrediente principale viene proprio dal frigo di casa: la super ricotta del pestifero.. ne prepara sempre due belle fascelle piene ogni settimana.

Ma torniamo ai.. nudi di Luotto. Dal suo libro "faccia da Chef" ecco i...

Nudi di Ricotta di A.Luotto
con le dosi sotto all'incirca verranno 5-6 nudi a persona (per 4 persone) ma se fatti più piccoli il piatto può aumentare visivamente


25 cucchiai di ricotta di pecora (ma noi usiamo anche quella vaccina o la mista.. pestifero made..ma va bene una soda comperata)
6-8 cucchiai di farina di riso (noi Zangirolami) a seconda del tipo di consistenza voluta. Noi ne mettiamo 8.
10 foglie di basilico fresco.. dall'orto di casa
3 cucchiai di pecorino o parmigiano o misto

Impastare in una ciotola la ricotta, la farina ed il formaggio, aggiungere due cucchiai alla volta di farina, per decidere al meglio la consistenza ed "asciugare" la ricotta se troppo fresca, unire il basilico tritato grossolanamente.  Mescolare sinchè il tutto diventa morbido ma intenso. Formare delle quenelle con i cucchiai..ma anche della palline vanno bene se si fa meglio ed immergere il tutto in abbondante'acqua leggermente salata. Appena vengono a galla (ci vorrà pochissimo) raccogliere delicatamente i nudi e appoggiarli sul sugo prescelto, solitamente di pomodoro fresco magari fatto poco prima dei nudi.
Volendo cospargere di formaggio.

Stop. Si finito, fatto, concluso .. non è velocissimo? Davvero se la facevate mentre stavate leggendo avreste finito prima di raggiungere la fine di questo post.
Non resta che provare e gustare questi "gnocchi alternativi", per stupire i commensali.. giocando con il loro particolare nome.

1 novembre 2013

Dolce Cous Cous di Mais



Finalmente riesco a mettere nero su bianco.. o meglio a passare in digitale, ciò che ho voluto fare a tutti i costi: partecipare ad almeno una dell giornate di Cous Cous & Friend's organizzato da Bia a Ferrara.
Bia è una azienda molto locale, di Argenta, da diversi anni produce un ottimo cous cous di grano. 
Mi raccomando, non confondiamoci: Il cous cous è quasi tutto di provenienza da frumento... anche se alcune ditte stanno guardando anche attorno, cercando di produrne di mais, o quinoa.. o ancora riso.
Ma tornando al Cous Cous & Friend's.. che era in sostanza una sfida tra diverse tipologie di alimenti (cous cous contro riso , polenta e pasta... il tutto bonario e divertente... la prima giornata era assolutamente per me da fare.. ma un motivo c'era....Io e il cous cous di mais non andiamo d'accordo, non so fare a sgranarlo per bene, mi resta(va) un unico ammasso.. tanto più che sempre sino ad ora, facevo polpette involontarie...Nella prima giornata si sono alternate diverse ricette solo di cous cous, tra le quali anche la spiegazione della incocciatura, ricette dolci, salate.. cous cous di tipologie diverse... una in particolare, con somma gioia mia.. di mais!! Si sì e l'hanno notata la mia gioia , pure il mattatore delle giornate, Andy Luotto. Di lui avrò altre occasioni di parlarne, spero.. perchè pare che in questi anni lo incrocio spesso lungo le strade ferrarsi e dei lidi ;)
Con una valletta di eccezione, liana Chiavetta e cuoche davvero favolose hanno proposto ricette incredibilmente buone, spero che i ferraresi intervenuti se ne siano resi conto, nonostante non siano troppo "aperti" solitamente verso le novità culinarie.
Così subito si inizia seguendo le indicazioni di Piera Spagnolo e di Catia Brignani, a conoscere il cous cous...di mais. In questo caso a marchio Bia, sfortunatamente non idoneo ai celiaci, nonostante sia venduto anche come alimento senza glutine, ma non in Italia, che ha limiti più bassi di ppm di glutine, ma ci sono ditte sicure che si possono utilizzare per creare piatti di cous cous di mais adatto a commensali celiaci.( Un vero peccato visto che per ora è quello che come palatabilità e preparazione è quello che preferisco).... Ci lanceremo con quelli sicuri noi però :)

Le chef di San Vito lo Capo propongono un sapore nuovo, soprattutto per Ferrara, con spezie, agrumi, frutta secca, uvetta.

Dolce Cous Cous di Mais di P.Spagnolo e C.Brignani

50 g di sciroppo dolce (vd sotto)
50 g di cous cous* di mais precotto(in questo caso usato Bia, ma a noi serve gf... ho provato a fare la stessa ricetta con quello Nutrifree, Schar, Probios. L'ultimo citato per ora resterà sempre pronto in casa, il migliore secondo i nostri gusti, poi chi preferisce altro ben venga, ma sempre gf se avete commensali celiaci)
scorze di arancia candite
pinoli tostati
uva passa amollata in vino (magari lo stesso che si è deciso di usare come accompagnamento del piatto)
miele millefiori
cannella in polvere
marmellata di arance diluita con un po' di sciroppo.
per lo sciroppo:
far bollire per 10 minuti
zeste di arancia ( in pratica scorze di arancia senza il bianco)
zucchero semolato
acqua
cannella

Preparare in una ciotola il cous cous, pesandolo o utilizzando un bicchiere per la misura.
Si aggiunge la stessa quantità di liquido, tiepido non freddo, e SENZA mescolare si copre il cous cous. Magari si aggiunge un paio di cucchiai in più.. per quelli senza glutine trovo più indicato aumentare di pochissimo il liquido.
Dopo aver lasciato riposare coperto il tutto per 10 - 15 minuti si sgrana con una forchetta e si aggiungono le scorze di arancia candite, l'uva strizzata, il miele, i pinoli, la cannella.. si mescola e si lascia insaporire, si mette in forma o in ciotole e si serve decorarando con un po' di marmellata di arance allungata, un po' di cannella e qualche fetta di arancio.

Sapete cosa c'è? Una cucchiaiata tira l'altra! E' davvero troppo buona questa ricetta.
Ecco non a tutti piace.. ho notato dei piatti cominciati ma non finiti... e neppure le volte che l'ho proposto anche io in piccoli buffet è stato da tutti apprezzato.. è da dire, ma se piacciono il sapore dolce, le spezie.... e il mais, bhè, è un connubio perfetto, piacevolmente insolito. Ma nella mia città tende ad essere difficile, forse per oramai palato storicamente sciapo, accettare sapori cosi coinvolgenti, ma non demordo.. io continuo a riproporlo... a me e alla peste grande non spiace vuotare la ciotola dove lo preparo ;)

Ultimamente ne modifico un po' gli ingredienti.... lo sciroppo lo preparo aggiungendo  qualche seme di cardamomo, assieme a cannella e arancio... e all'interno del cous cous di mais metto anche cedro candito, magari evitando la marmellata di arance, che non sempre ho, elimino il miele e uso lo sciroppo d'Agave, dolce ma con una nota caramellata. A mio avviso da provare se non amate troppo il miele...e una spolverata di cocco raspato per "dare" un po' di colore luminoso...


Nell'immagine sopra il mio cous cous di mais , ho utilizzato Probios a spiga sbarrata e biologico, per ora il cous cous sicuro anche per i celiaci, che preferisco.


Sotto: E questo il piatto servito dai ragazzi dell'istituto O. Vergani di Ferrara, seguendo la ricetta originale di Spagnolo-Brignani sopra descritta.


Cous Cous di mais con spezie ed agrumi
(cous cous mais e riso Bia)



Nelle immagini sopra Brignani, Spagnolo, Chiavetta, Lutto

Ricordo che il cous cous di mais e riso Bia non è certificato senza glutine.


29 ottobre 2013

Vulcani e.. Melata a merenda


Che belli quei films americani dove si mostra la scuola.. i laboratori, i lavori..le giornate delle scienze... Uno dei compiti per casa che hanno gli studenti americani delle Elemetary school da sempre mi affascina.. costruire i vulcani. Quando ero piccola restavo affascinata nel vedere cosa si inventavano.. le mega spese nei market (sempre in commedie televisive) dove barilotti bianchi prendevano posto nei carrelli della spesa dei papà (si in questo caso lo facevano i papà) per costruire i plastici mega .. più che compiti ai bimbi, erano i genitori che da sempre vedevo cimentarsi in queste cose.... immaginavo chissà quali strumenti ed aggeggi chimici....

Poi un giorno, sul Giornalino, ho imparato a fare un estintore casalingo, con la bottiglietta riempita di aceto, la plastilina che fermava il cono di bicarbonato, da miscelare nel momento opportuno.... e ho capito che anche io potevo cimentarmi nella chimica di casa.
Ma mai riuscii a mettere la mie manine sulle scatole del piccolo chimico...  forse è stato meglio così ... ma la peste grande, complice forse una mamma e un papà un po' troppo .. curiosi nello scoprire e provare alcune cose.. si è appassionata alla natura, alle sperimentazioni .. da cosa nasce cosa... se poi le viene regalato un kit naturalistico della serie gioco & scienza .. il cerchio è completo: manca solo sperimentare .."sul campo" o quasi.

La fortuna di questi kit è che sono predisposti  e completi, non hanno troppe cose strane, non ci si deve mettere a lavorare di cemento ecc.. nè serve poi stare in giardino.. non esplodono come nei telefilm americani. Ed ecco che plastico ..di plastica e prestampato alla mano, occhiali  a proteggersi e sostanze chimiche in mano.. si erutta! Basta mettere nei crateri le sostanze giuste.. aggiungere poi acqua colorata di rosso e puf!! attenti di sottoooooooooooo 

Ma quando queste finiscono? Le pesti disperate...
Niente paura, non serve andare chissà dove... avete una cucina no? Allora c'è tutto, nessun problema...
Mi guardavano assai perplesse quel dì...  quando poi ho dato in mano loro dell'aceto rosso (quello avevo) e del bicarbonato.. bhè... la perplessità aumentava.... aggiungiamoci un poco di farina id riso fine e.. "mamma, ma mica dobbiamo far da mangiare.. i vulcani non fanno caldo per davvero!! Cosa fai!?"
Magia delle magie.. basta mettere il bicarbonato ed aggiungere l'aceto che si ricrea l'ebollizione della caldera magmatica..... vogliamo che il magma uscendo si trasformi in una densa lava (roccia fusa?), basta aggiungere al bicarbonato la farina di riso ed ecco che bella cremosa la lava fuoriesce dai pertugi e segue i pendii del monte. 

Non è necessario il plastico, basta anche costruire un monte con un bel DAS, lasciarlo asciugare, colorare, ma anche no.. se si usa il terracotta.. proteggere con la vernice apposita e il vulcano è sempre pronto! (non dimentichiamoci di fare un foro dove inserire tutto)... 
Dalle foto estive (si nota vero?!)  si può vedere come serve veramente poco.. niente plastico, niente vulcano.. basta un barattolino e un piattino.. e il gioco è fatto!
Divertentissimo.. se poi ci aggiungiamo un po' di scosse..e un laghetto nel quale si riversa la lava... le pesti non smettevano più di guardare i risultati..e di farne..  un po' di aggiunte naturali ogni tanto.. eh bhè, la vegetazione è normalmente sui percorsi dei vulcani no? Un altro po' di realismo? Colorante rosso o tempera sciolta...e voilà.. impegnate l e pesti per un intero pomeriggio.... Poi un'altro... e altri ancora.. ogni tanto mi svuotano la bottiglia dell'aceto... ma va bene così :D



E dopo cotanto impegno... ci aspetta la merenda..ma può essere anche un dolce insolito, o un aperitivo particolarmente gradevole....
Si scalda un buon tomino fresco del pestifero su una piastra e lo si irrora ancora caldo di Melata, leggermente amarognola...  non immaginate la bontà!

28 ottobre 2013

Le Streghe ..a Ferrara le facciamo Così


Buone buone buone.. una tira l'altra per davvero! Le mie pesti ne vanno matte, se poi gli si affianca una "zia ferrarese" ovvero un salame all'aglio nostrano... oppure una salsina ai peperoni, credo non si smetta più di magiarne... forse arrivare alla fine del sacchettino aiuta a fermarsi!

La ricetta è semplice, come l'Emilia, e in tutta la regione si fanno, in ogni dove con un tocco locale.
A Ferrara acqua, strutto, farina, sale.. somigliano a craker, ma si alzano come i pinzini... l'importante non farle enormi, ma piccole strisce o rombi ( la forma più usata). Non ho mai capito però se la ricetta è stata ripresa e reinventata dalle sorelle Simili... oppure nasce loro di sana pianta... per me questa è una ricetta con cui son cresciuta, quando il pane non c'era, queste mai mancavano.



Streghe




250 g farina di solito utilizzo Farmo con deglutinato (200 g) con un poco di farina NutriFree per pane (50 g) 
25 g strutto
200-220 g di acqua di rubinetto tiepida
12 g lievito in panetto
7 g sale
un poco di olio EVO
Sale a grana fine, poco, e un po' di rosmarino




Sciogliere il lievito con un poco di acqua e impastare con la farina e lo strutto. Aggiungere piano piano l'acqua sino ad ottenere un impasto morbido, aggiungere il sale dopo un po' e continuare con l'acqua sinchè diventa lavorabile e non troppo appiccicoso. Ogni casa ha un'umidità propria.. anche a causa delle zone (da noi è sempre superiore all'80 per cento! per cui ci si deve pian piano regolare). Lasciar riposare per un paio di ore ( poco più di una se ci si trova in luogo tiepido).
Tirare l'impasto sottilmente e creare delle strisce o dei rombi che posizioneremo su di una teglia coperta di carta da forno, spennellare le forme con l'olio EVO e cospargere di sale a grana media, e rosmarino, infornare a forno caldo per 15 minuti a 220°C


Alcune si gonfieranno, altre resteranno un poco più pallide.. l'importante è non seccarle troppo, nè brunirle: le farine senza glutine tendono a restare chiare, non facciamoci fregare sennò avremmo dei rombetti  duri.. adatti a diventare pan grattato e basta.
Caldi sono una meraviglia, freddi possono accompagnarci per uno snack al volo, fuori casa, ma anche dentro delle creme di verdure non stonano mai.
Poi con un nome del genere..Streghe... sono adattissime ad uno spuntino per la notte dedicata agli esseri delle notte ;)





26 ottobre 2013

Olè! Olè Olè!! tutti in Spagna!!



Mi sono sempre domandata cosa avessero di speciale questi dolcetti che dominavano le vetrine di tutti i panifici di Barcellona. Ad ogni ora vedevo montagne e montagne di churros.. Anche alle 3 di mattina!! L'odore che si infilava tra i vicoli e strette strade di Barcellona riempiva sempre l'aria avvolte dolcemente a volte troppo prepotentemente... Eppure nonostante i passaggi vari e tanti giorni passati lungo la Costa del Sol e la Costa Brava mai e poi mai mi è venuto in mente di assaggiarli.
Alle volte la scusa era l'odio per i fritti.. alle volte forse non si presentavano bene i dintorni delle caffetterie.. non so, fatto stà che non li ho mai provati! Eppure di occasioni ne ho avute.. ma no, nulla...
Sfogliando il libro inglese.. sulla strade verso i donught... è apparsa questa ricetta... semplice anche da tradurre.. e da fare (che non guasta) perchè non provarla allora?! :D

Churros di C.Humpshire
 175 ml di latte caldo
la punta di un cucchiaino circa 2,5 ml di sale
35 g zucchero fine
115 g farina di riso*
5 ml gomma xantano
5 ml lievito per dolci*
Cannella in polvere

Olio per friggere

 metto il latte il sale  lo zucchero nella macchina del pane.  Aggiungo farina e cantano infine il lievito Programmo l'impastatrice nel frattempo preparo l'olio per friggere e lo scaldo.
Metto l'impasto dentro una tasca da pasticcere con una bocchetta larga a stella, faccio scivolare nell'olio bollente pezzi di vita di circa 7 centimetri... Alcuni dei miei sono venuti molto piú piccoli :p
Si friggono per qualche minuto per lato dai 4 ai 5 minuti..
Infine li appoggio su carta assorbente prima che si freddino li faccio rotolare dentro lo zucchero semolato.
Se si vuole si può mettere dentro lo zucchero anche della cannella in polvere per aromatizzare i churros.
Non servire bollenti, anzi meglio freddi..magari accompagnati da una buona tazza di cioccolata calda... o crema di nocciole molto liquida.


Ok dopo si deve recuperare per bene però .. una bella camminata :D.. come no! :P


25 ottobre 2013

Quinoa al profumo di Primavera



Perchè semi di Quinoa freddi possono essere utilizzati solo in estate? Con fresche verdurine .. uquasi a sostituire il riso freddo... Recentemente ho pensato di utilizzare delle monoporzioni, quasi finger food, come intermezzo tra alcuni incontri formativi, in mezzo cadeva l'orario di cena... troppo corto per uscire e rientare, ma abbastanza da poter degustare qualche cosa di insolito.. Insolito si... era presente pure una nutrizionista. Come non dar sfogo alle mie voglie di insolite preparazioni?
Ed ecco che tra le varie, mi è venuto in mente di portare anche la Quinoa.
Ma che ricetta fare? Che gusti mescolare? come presentarla? Sono domande importanti sapete?! ;)
Così un po' guardando nel mo orticello fresco, un poco seguendo le verdure di stagione sulle bancarelle... è uscita una ricettina niente male, semplice ma piena di sapore.

Quinoa Primaverile fresca 
Premetto, le dosi sono un po' a occhio, dipende da quanto piace uno o l'altro ingrediente..

Due tazze di semi di quinoa bolliti in tre tazze di acqua leggermenta salata
due patate tagliate a cubettini
tre carote tagliate a cubettini
due gambi di sedano (più un terzo) tutto tagliato a tocchetti
un grosso pomodoro cuore di bue o insalataro maturo ma non morbido
mezzo porro tagliato a rondelline sottilissime
erba cipollina
timo
basilico
origano (pochissime foglie)
olio Extra Vergine di Oliva
pepe (se piace)

Mentre la quinoa bolle per 20 minuti,  in una seconda pentola con tanta acqua e un poco di sale grosso metto le carote, le patate e due dei tre gambi di sedano già tagliati a pezzetti e lasciar sbollentare sinchè si ammorbidiscono leggermente, circa 10 minuti passarle poi sotto un po' dai acqua fredda, per fermarne la cottura.
Lavare le erbe aromatiche (timo, erba cipollina, origano, basilico) e tritale grossolanamente un aparte, più finemente alcune, possibilmente con un coltello in ceramica e su di un tagliere di silicone: ne eviterà l'ossidatura che rendono i coltelli a lama di metallo.
Unire le erbe aromatiche alle verdure sbollentate, aggiungere due giri di olio evo.
In una pentolina (o nel microonde) stufare leggermente le rondelline di porro tagliate finemente pochissimi minuti, non devono annerire ma solo imbiondirsi.
Tagliare la polpa del pomodoro a pezzetti, conservare i semi e l'acqua interna: condiremo la quinoa scolata e freddata come le verdure.
Infine unire tutto: quinoa, verdure con le erbe aromatiche, pomodori e porro, mescolare bene e lasciar insaporire. Non mettere in frigorifero, aggiustare di pepe, se piace e olio evo.
Non aggiungo mai sale vista la presenza delle erbe aromatice, ma se lo si preferisce metterlo.

Ora si può decidere di mettere il tutto in una grande ciotola da portata, in modo che ognuno si serva da solo, oppure (come ho fatto io in questo caso) preparare in singole ciotole da finger food per un buffet alternativo. Altro sistema, se si vuol presentare nei piatti, è pressare un po' di mix di verdure e quinoa dentro uno stampino non troppo alto e scappottarlo su un piatto (uno a commensale) cercando di mantenerne la forma.
Decorare con foglie di basilico e erba cipollina e qualche rondella stufata di porro. Il basilico, lavato passato in un po' di olio evo, per donargli lucentezza.


Semplice, fresco, eppure anche in queste giornate non propriamente "estive" non stona, purchè lasciato a temperatura ambiente e non in frigorifero, riempie senza appesantire.. e in poi è o non è l'anno della Quinoa? Cerchiamo allora di conoscerla sempre di più, questa forza della natura ricca di minerali e fibre.


20 ottobre 2013

Mariconda o Babùza di Argenta

Una ricetta abbandonata di polenta e fagioli , povera ma al contempo ricca di sapori e profumi.
Una delle liste ingredienti più corta che si possa scrivere, in breve polenta e fagioli, semplice  anche se a dire il vero un po' lunghetta, ma si possono dimezzare i tempi con facilità...furbeggiando sui tempi di cottura e su alcuni ingredienti, anche se quella in versione classica, lunga e lenta è tutta un'altra cosa, anche nei sapori.

Una ricetta che trova più versioni nelle zone della pianura Padana, a Ferrara in particolare basta cambiare i paesi che ne cambia la composizione, pur mantenendone la base.
La Mariconda si divide in due distinte zoone, in particolare a Coronella, Poggiorenatico e Vigarano viene utilizzato un brodo più saporito e forte, mentre a Cona, Focomorto, Quartesana e Cocomaro, così come a Portomaggiore e ad Argenta, dove prende il nome di Babùza, si utilizza semplice acqua di cottura dei fagioli e aglio.
 Eppure il nome porterebbe a pensare alla ricetta mantovana del Messisbugo, che con questa, questa volta almeno, non ha nulla a che spartire.

Mariconda ad Fràra

Fagioli Borlotti secchi (300 g)
cipolla - sale - lardo (110 g) - pepe
aglio - conserva di pomodoro (due cucchiai)
farina mais* bramata gialla per polenta (400 g)
acqua (1lt  e mezzo, o poco più) tiepida

La sera prima mettiamo a bagno i fagioli, come insegna già nel '500 messer Messisbugo.
Prepariamo un passato di fagioli sfrigolando nel lardo la cipolla, e l'aglio (che elimineremo una volta imbrunito, per evitarne il sapore amaro) aggiungiamo poi i fagioli e un litro e mezzo di acqua (tiepida). Portiamo a cottura. Una parte dei fagioli li preleveremo e li passiamo a purea, rimettendoli nel brodo caldo con l'altra parte di fagioli interi, si aggiusta di sale e pepe e si mettono i due cucchiai di conserva, si  aggiunge sempre con la pentola sul fuoco, la polenta bramata, cuocendo per circa 45 minuti... a noi piace soda,per cui i tempi aumentano di cottura, oppure "aumentiamo" il peso della farina.
Capottare a cupoletta su un piatto da portata, oppure servire in ciotole  singole se resta troppo morbida. e servire con formaggi, possibilmente Parmigiano
Se fredda e soda la si può passare sulla griglia o in padella, rendendola anche più croccante.

Versione sprint sprint !!!!ma non vi aspettate di avere gli stessi sapori!!!

Una confezione di borlotti in scatola al naturale.
Circa 600 g di brodo (di carne o dado*) caldo
mezza cipolla - lardo - sale e pepe- conserva (2 cucchiai) di pomodoro
150 g farina mais* gialla bramata ( bramata a cottura classica oppure precotta da pochi minuti ma per la farina a cottura veloce bisogna guardare il rapporto liquidi-farina!! )
In una pentola alta soffriggere la cipolla nel lardo, aggiungere i fagioli senza scolarli dal liquido di cottura, aggiustare di sale e pepe, aggiungere il brodo, la conserva e la farina, portando a cottura, a seconda della farina utilizzata... ma ricordando che cambiando i passaggi i sapori saranno differenti ;)
Personalmente apprezzo di più come versione semplice.. non sprint, quando uso la farina bramata a cottura lunga, ma per non mescolare per un'ora e far ginnastica al braccio.. soffriggo la cipolla nel lardo, aggiungo i fagioli non scolati e... assieme al brodo e conserva metto tutto nella macchina del pane, così faccio altro nel frattempo, con le stesse dosi sopra (600 g brodo e 150 farina), impostare il programma marmellate da spegnere 20 minuti prima della fine, come già in passato ha spiegato su CIS Olga/Felix, e qui dove la stessa Olga ha trovato la ricetta.
Per servire, come sopra: calda su un tagliere se soda, oppure un po' più morbida in ciotole singole, servita con formaggi. Oppure riscaldata sulla griglia se fredda.

Certamente è diversa dalla versione lunga e tradizionale, ma quando di tempo non c'è ne è..e magari si vuole qualche piatto riempi-pancia e caldo, è una buona alternativa..  ma quando il tempo lo concede.. bhè.. la paparùci'a originale stà nei piatti invernali!

* Gli alimenti contrassegnati con l'asterisco se volete cucinare senza glutine ma fruibile anche per un celiaco, debbono avere determinate caratteristiche: claim "senza glutine" sulle confezioni, come da direttiva UE, spiga sbarrata sulla confezione o essere sul prontuario AIC
Le immagini si riferiscono alla versione sprint della Mariconda in mdp

E ben venuti a Ferrara, con questo "vecchio" primo piatto di campagna.

19 ottobre 2013

BlueBerry Muffin di Carolyn Humphries


Recentemente mi son data alle speso in oltremanica senza muovermi da casa .. ho trovato un sito con libri di cucina senza glutine di provenienza inglese, americana e australiana...e si uano due mix di farine naturalmente prive di glutine in particolare, uno bianco e uno "nero" integrale.... Come non provare qualche ricettina?! 
Il bello è che le dosi sono in cup/oz  (aiuto!!)... ma pure tradotte già in grammi... anche se tutto il libro, ricette e spiegazioni è in inglese.. bhè..  mi farà solo bene fare un po' di allenamento in traduzioni dall'inglese.


Blueberry Muffins 
dal libro "Gluten Free Bread & Cakes from your breadmaker"
di Carolyn Humphries
1 uovo
ml latte vaccino o di riso* 
10 ml succo di limone
50 g burro o margarina* morbidi
Essenza di vaniglia o semi di mezzo baccello
15 ml lievito per dolci*
Una piccola presa di sale
50 g zucchero superfine
50 o più grammi mirtilli neri freschi
225 g di miscela di farine naturalmente prive di glutine*.
(ovvero metà della miscela di farine qui riportata: 25 grammi di farina di grano saraceno bianco*,25 grammi amido di mais*,25 grammi amido di patate*,25 grammi amido di tapioca*,225  grammi farina di riso fine*)

 Mescolare latte e uovo ed introdurre il limone.  Amalgamare con il burro con la margarina e miscelare con cura.

A questo punto inserire tutti gli altri ingredienti tranne i mirtilli.
Mescolare per 5 minuti ed inserire i mirtilli.
Nel frattempo preriscaldare il forno a 200 gradi 
Mettere una o più cucchiaiate di impasto all'interno dei pirottini, sino a raggiungere un dito sotto il bordo. Personalmente ho fatto dei mini muffin e me ne sono venuti circa una quindicina..
Abbassare il forno a 180 gradi ed inserire per 15 minuti i muffin in cottura.
Estrarre dallo stampo una volta freddati, decorare con glassa zucchero a velo*.



* Gli alimenti contrassegnati con l'asterisco se volete cucinare senza glutine ma fruibile anche per un celiaco, debbono avere determinate caratteristiche: claim "senza glutine" sulle confezioni, come da direttiva UE, spiga sbarrata sulla confezione o essere sul prontuario AIC.

Veramente buoni, si sciolgono in bocca, leggeri.. me li han decimati i glutinosi commensali, noi ne abbiamo tenuti alcuni a casa, per vedere anche i giorni successivi come si comportavano. Dopo due giorni, lasciati all'aria, iniziano un po' a stoppare e sbriciolare, ma ben chiusi in un sacchetto vanno oltre :D morbidamente.



Si le foto sono pessime.... non mi ero resa conto di aver sbagliato la regolazione della macchina fotografica... e le uniche luminose.. sono altamente..hem, mosse !!!  sigh!!

16 ottobre 2013

Oggi Si Va in Mexico... con la fantasia


Girare per il mondo, senza muoversi da casa.. possibile? Si, almeno a tavola.
Complice la voglia di qualche nuovo piatto, una domanda per un uso vario di una farina di cui si ha una scorta intensa, una stagione da lupi che poca voglia di uscire di casa fa venire ed eccoci in Mexico!!

Quelle belle simil patatine triangolari piene di formaggio fuso e peperoncino piccante, da immergere in creme ai formaggi saporiti o dentro una salsa di pomodori e peperoni dolci e piccanti... Ma si dai, proviamo a fare questi e a sentirci al caldo sole Messicano.


Nachos
240 g acqua naturale tiepida
250-260 g farina mais finissima* (Per noi Nutrifree)
farina di mais* finissima (per noi sempre Nutrifree) a parte per tirare sulla spianatoia
una punta di cucchiaino di xanthano oppure sostituire una parte di farina di mais (due cucchiai) con una farina gf per pane con amido deglutinato*
un cucchiaino pieno di sale per l'impasto
sale per spolverare la superficie dei nachos
variante
3 cucchiai di formaggi grattugiati misti (in questo caso aumento di poco l'acqua)

Olio per friggere di mais

Impastare piano piano la farina  con l'acqua, poco alla volta...sicchè venga assorbita l'acqua. Aggiungere anche il sale.


Fare un panetto e lasciar riposare almeno una mezz'ora, poi dividere in piccole palline.
Tirare le palline tra due fogli di carta da forno leggermente infarinati e tagliare con una sagoma un cerchio... e si crea una tortillas.
Personalmente utilizzo come sagoma, il piattino di una tazzina di caffè.. non è troppo grande lo so, ma più facile da gestire nella fase successiva (almeno per noi).
Tracciare con una rotella due linee di diametro che si incrociano perpendicolarmente al centro, dividere ulteriormente gli spicchi.. in totale ne avremo otto.
Scaldare l'olio e continuare a preparare i cerchi a spicchi.
Inserire delicatamente nell'olio caldissimo, gli spicchi, rigirarli con una pinza e scolarli su un foglio di carta. salare leggermente.



variante
Si può aggiungere all'impasto un "aroma" o ingrediente in più, nel mio caso ho aggiunto del formaggio gartuggiato ed ho proceduto come sopra: cerchi tagliati in otto spicchi , poi fritti.


* Sempre valida l'indicazione degli alimenti senza glutine che, volendo proporre a celiaci, devono avere caratteristiche specifiche: presenza in prontuario AIC, spiga sbarrata associata al prodotto oppure aver la presenza del claim "senza glutine" apposto sulle confezioni secondo le regolamentazioni della UE.

I nachos si possono mangiare appena fatti, come le patatine fritte, magari immergendole in salse calde piccanti e in creme di formaggi cremosi saporiti oppure disporre in una ciotola, cospargere di formaggi (gruviera, grana, taleggio, emmenthal, ecc) , aggiungere delle rondelle di peperoncini (verdi piccanti o rossi piccanti nostrani) e passare per qualche minuto sotto il grill del forno, per far sciogliere per bene i formaggi e servire il tutto....  è piccante occhio!


Alle pesti ho organizzato uuna veloce ed improvvisata cena stile messicano, aggiungendo ai nachos piccanti con formaggio, quelli al formaggio e spiedini di wurstel (invece delle salsiccie) , con una salsina senza glutine .... la salsa messican style ha il claim senza glutine, favolosamente piccante! Mentre dietro a tutto un buonissimo formaggio simil crescenza home made, anzi, made pestifero ;)

15 ottobre 2013

Merenda Come Una Volta, la Cotognata


Nelle case ferraresi, più lontane dalla città, dove si partiva con la merenda nella scatola di latta per andare a scuola a piedi.. o in bicicletta i più fortunati, le nonne avevano la merenda giusta. Riempiva, nutriva e addolciva gli animi.
Merende che difficilmente ora si trovano, ma sicuramente sono meglio di prodotti preconfezionati carichi di tutto, non che questa non abbia zuccheri, ma la lista degli ingredienti è così corta che sto cercando il modo di infilare in questo post un sacco di scritte, anche magari inutili, pur di riempire un poco la pagina.

Avete presente la Mela Cotogna? Magari girando per le cavdagne di casa vostra le avete pure incontrate, ma, dopo esservi avvicinati, averle viste, tastate ed i più coraggiosi , assaggiate.. le avete gettate....  sono mele strane viste da fuori, immangiabili per me a crudo, per durezza, pelo esterno e sapore.. eppure la Cotogna è da sempre un frutto utilizzato, inconsapevolmente da tutti..  una pectina naturale favolosa da inserire nelle marmellate per addensarle più velocemente... e a dirla tutta, la stessa parola Marmellata deriva dalla Cotogna: Marmelo è il nome che in Lusitania ( circa l'attuale Portogallo) è proprio il nome della Cotogna...un perchè ci sarà...
Alla fine si scopre che il mitico Gladiatore mangiava sicuramente tonnellate di Cotogne, vista la presenza ed utilizzo del frutto già nelle epoche pre romaniche.
Si è vero, a vederle non sono così belle.. sono di forma perica spesso... mentre le ho raccolte con alcune ragazze del gruppo sportivo di Canoa di Ferrara, Giorgia ed Erica, che scopro pure essere la blogger del delizioso Bryce's House, e Maia.. la mitica e vivacissima quattro zampe di Giorgia, ci "arrampichiamo" cercando i frutti più grossi, passano dei ciclisti della zona che continuano a definirle pere brutte e cattive.. eh certo, non sono pere.. ma aver il frutto coperto di pelo, anche fastidioso , non li rende appetibili..ne comodi da degustare al volo....

Ma bisogna farne una buona scorta.. si sentirà poi la meraviglia che ne esce.. su ragazze raccogliamone.. oltretutto il nostro angolino magico di Cotogno non è trattato con nessun anticrittogamico, è allo stato brado, alle intemperie si umide che secche.... insomma per capirci. molte sono sicuramente da eliminare.. ma non poi così tante.
Mantenute in casa, anche se non ancora completamente gialle, possono aiutare l'altra frutta a maturare, se poi stanno in un luogo tiepido, si sentirà per tutta la stanza un dolce profumo limonato, tipico della Cotogna.
Personalmente la adoro!

Cotognata:
2 kg mele cotogne gialle
zucchero semolato ( la quantità dipenderà dal peso delle cotogne pulite)
mezzo limone spremuto + la scorza del mezzo limone


Lavare bene le mele sotto l'acqua corrente, il pelo che le ricopre dovrà essere sparito tutto.
Inserire le mele, senza tagliarle !!!! (non tagliatele sono dure come il marmo.. una fatica immane, a mio avviso pure inutile.. ma l'ho scoperto solo dopo le prime 4 mele cotogne giganti di qualche anno fa)
Bollirle girandole un paio di volte, in abbondante acqua con la scorza di mezzo limone. Quando saranno morbide e scure, diventeranno brunate, prelevare le mele e la scorza e metterle in un piatto, filtrare l'acqua e tenerne un bel bicchiere alto ( 33 cl) a parte. Il resto dell'acqua eliminarla. Non lavare la pentola.
Sbucciare le mele e tagliarle a pezzettoni: saranno morbidissime e il tutto diverrà agevole, e mettere il tutto, pesato, dentro la stessa pentola di bollitura, aggiungere lo stesso peso di zucchero, (per 1 kg di mele pulite, aggiungere circa 1 kg di zucchero).... anche molto meno, in ogni caso mai meno della metà del peso delle mele. Aggiungere il succo del mezzo limone e la scorza che era stata bollita, più tre - quattro cucchiai di acqua di cottura della bollitura, per evitare che la polpa si attacchi alla pentola.
Cuocere sinchè i pezzi di cotogna non si sono ammorbiditi del tutto.. dalla mezza ora in su... con il frullatore ad immersione rendere la polpa una purea e terminare di "asciugare" sul fuoco, sinchè il composto faticherà a staccarsi dal cucchiaio con cui si gira.
Volendo si può saltare questo passaggio, passando con il passa verdure le cotogne bollite, per averle già in purea, basta poi aggiungere lo zucchero e portare a termine. 
Una volta addensato spalmare la purea su di una teglia coperta da carta da forno leggermente oleata o bagnata, creare uno strato liscio e uniforme di purea e lasciare asciugare all'aria (magari al sole) per qualche ora, a volte anche una giornata. scapottare dalla teglia e far asciugare anche l'altro lato. Tagliare poi a cubetti o rettangoli e passarne ogni pezzo in zucchero semolato fine per conservarlo in scatole o barattoli di vetro per evitare si attacchino tra loro, sennò tagliarne pezzettoni da avvolgere in carta trasparente.

Non è più semplice farla che raccontarla?

10 ottobre 2013

Draghetta Dormigliona a sorpresa


Anche quest'anno arriva il temuto (per me ) genetliaco della peste grande.. temuto in versione cucina.. ogni anno mi domanda strani animali, pokèmon, mostriciattoli... insomma di tutto di più, ma guai, e dico guai a tirar fuori una torta di pan di spagna o simile, resterebbe ferma sul vassoio e neppure guardata... la peste grande per il compleanno vuol solo il salame al cioccolato e così.. anche quest'anno il tema scelto.. un Ditto, ovvero un pokèmon dalle fattezze di nuvola...  scelto perchè è semplice, dice la peste...  peccato non sia così comodo rivestire con la pdz una forma simile... 
Per capire che è un Ditto, qui c'è la torta di due anni fa.. quello rosa è il prescelto.
Comunque sia, salame al cioccolato sarà... l'unica cosa è che le farò una sorpresa, un draghetto.. vista la sua smodata passione per i draghi che ha.. non potete immaginare casa... bellissimi si, le immagini, i racconti, ma vi ricordo che la peste grande è femmina , insolita sicuramente come scelta quella dei draghi.. sarà colpa dei miei libri di dragologia sparsi per casa? O le action figure che stanno accanto agli album dei fumettisti? Chissà... 
Il pomeriggio precedente alla festa preparo il salame e dò la forma, e la pdz colorata.


Salame al cioccolato 

250 g biscotti* secchi senza glutine vari 
(per me galbusera senza glutine - piaceri mediterranei con farina di miglio - Hooper DS)
150 gr burro morbido
120 gr zucchero
2 cucchiai pieni di cacao amaro* consentito
1 uovo intero
eventualmente succo di arancia 

avevo dei fiocchi di miglio soffiato da finire, così qualche cucchiaiata è entrata nell'impasto

Le pesti hanno picchiato per bene i sacchetti dei biscotti, per romperli, poi qualcuno è stato ripassato in ciotola, lasciandone alcuni abbastanza grossi.


Preparo una crema morbida con burro, zucchero e cacao, ci aggiungo i biscotti e alla fine l'uovo.
Amalgamo bene tutto.



Dò la forma al personaggio, preparando eventuali pezzi a parte, da "incollare" mentre monto il tutto, e metto in frigo.. con l'uovo si rapprende meglio anche in frigo, non serve il congelatore.


pasta di zucchero (pdz)

30 gr di Acqua
5g di Gelatina* (Fratell Rebecchi)
50g di Miele di acacia o glucosio liquido*
450g di Zucchero a velo* (io uso Ar.Pa)
coloranti in polvere*

Mescolare nella planetaria lo zucchero con la gelatina sciolta in acqua, aggiungere miele o glucosio e colorante prescelto, mescolare e amalgamare bene, mettere in un sacchetto di cellophan ben chiuso non in frigo, ma al fresco. 

Prepararla almeno la sera prima dell'uso, in modo che la pdz riposi e si indurisca un poco.
Se utilizzo coloranti liquidi o in gel di solito tendo ad abbassare la quantità di acqua.

Lavorare il panetto su un piano di lavoro con zucchero a velo* (per me Ar.Pa) e fecola di patate*(per me Ar.Pa)

Infine il montaggio, mentre le ragazze giocano al mattino stendo la pdz rosa e inizoi a coprire la massa di cioccolato. Preparo qualche altro pezzo da attaccare in un secondo tempo (in questo caso l'ho fatto durante il pranzo: avevo preparato un pic nic in giardino per la peste e le sue invitate, così mentre mangiavano e chiacchieravano potevo agilmente muovermi in casa)

Qualche piccolo ritocco con pennello e colori in polvere ( le guance del drago e le ombreggiature sulle scaglie a fiori) e Ta-dan! Sorpresa ;)


Ed ecco la torta, una draghetta che se la dorme alla grande, nonostante la festa.. proprio come la peste grande che ronfa a più non posso :D!!!


7 ottobre 2013

Tian .... Lasagne senza litigi, ovvero Tutti a tavola !


Si è arrivato l'autunno.. finalmente!! 
certo poteva farsi vedere con un attimo di calma, entrare più dolcemente .. invece si è inaugurato con un sole caldissimo il primo giorno.. tanto da far venir voglia a tanti di "buttarsi" in acqua,  ma dopo una settimana.. acqua a volontà e cielo grigio. Eh si, è autunno vero!
Nonostante questo le verdure estive ancora si presentano floride e piene sulle piante.. perchè allora non utilizzarle per qualche cosa di inusuale? Un primo piatto, che è anche un contorno ed un secondo.. insomma giochiamoci un poco e vediamo che esce ?!

Lasagne di verdura..senza pasta 

Ingredienti:
Una grossa melanzana Viola (o bianca)
Una grande zucchina di Albenga
olio EvO
pan grattato* senza glutine (fatto in casa oppure confezionato) o farina di mais* 
Se si vuole si può rinforzare i sapori con un crema morbida, per cui aggiungere: 
latte di riso*
farina di riso*
noce moscata
sale

Preparare la crema,  (solo se la si vuole mettere) ricorda la besciamella ma non lo è, mescolando ad un poco di latte di riso la farina, e aggiungendo piano piano altro latte sino alla consistenza necessaria, aggiungere sale e noce moscata a piacere. 
La quantità è un po' a occhio.. dipende da quanto grande volete fare il piatto.
In una pirofila si stende un poco di olio extra vergine di oliva e, se la si usa,  un cucchiaio di crema preparata precedentemente.
Tagliare a fette non troppo sottili le verdure, come se doveste grigliarle, e poggiare uno strato di melanzane (sempre le melanzane sotto!) sulla base della pirofila, oliare leggermente, aggiungere pochissimo sale e coprire con lo strato di zucchine (personalmente le faccio a rondelle) cercando di chiudere tutta la superficie. un pizzico di sale, un po' di pan grattato e olio (o crema di riso simil besciamella).

Ripartire con le melanzane (oliarle sempre prima di metter le zucchine). Fare così sino a raggiungere quasi il bordo (solitamente 3 strati zucchine e 3 di melanzane).

Coprire l'ultimo strato con olio e pan grattato, oppure crema di riso simil besciamella e pan grattato.
coprire la pirofila con la carta di alluminio e infornare a 180-190° per 45-50 minuti.

Togliere gli ultimi minuti la carta per far dorare la superficie e controllare che la forchetta, o uno stecco da spiedini, entri sino al fondo: se trova troppa resistenza lasciare in forno coperto altri 10 minuti.Volendo si può aggiungere besciamella classica e formaggio, come per le lasagne di pasta.

Sfornare e lasciare intiepidire, tagliare e servire utilizzandolo come piatto scelto, personalmente in varie versioni ha cambiato spesso momento del pasto...  senza besciamella o con una leggera crema di riso (simil besciamella) diventa un ottimo accompagnamento per carne e formaggi, con la besciamella è un primo piatto alternativo, in più può essere gf e veg, con le dovute accortezze! Insomma, un piatto che mette tutti d'accordo :D

*Non dimentichiamoci che ci sono ingredienti "a rischio" per i un senza glutine adatto ai celiaci, le farine e i latti "alternativi" devono riportare il claim "senza Glutine" secondo le direttive UE, essere in prontuario AIC o aver sulle confezioni la spiga sbarrata!



25 settembre 2013

Pizzaiola

Semplicità e velocità...non vuol dire sempre noia e insapore. Proviamo con un semplice ed accattivante piatto "da bimbi" che mette d'accordo anche i grandi: la carne alla pizzaiola.

Carne alla Pizzaiola

ingredienti:
sottili fette di lonza di suino (facciamola tagliare bene a macchina dal macellaio) almeno tre per i bimbi.. per gli adulti... bhè.. a gusti.
mezza cipolla tagliata a fettine sottili
due tre cucchiai di passato di pomodoro (in alternativa pomodorini freschi e ben maturi, tagliati e un cucchiaio di passato)
qualche pezzetto di mozzarella (ma anche senza va bene)
sale - pepe
origano fresco
olio extravergine di oliva (EvO)

 Procedimento:

In una pentola a bordi bassi un paio di giri di olio, quando è caldo si imbiondiscono le fettine di cipolla, infine si poggiano i pomodori ad appassire (se si utilizzano freschi) sennò direttamente la carne, dopo pochi minuti la si gira sull'altro lato e mentre termina la cottura (altri due minuti) si mette il passato di pomodoro, si rigirano le fettine, salando e pepando a piacere.

passo importante: Chiamare i commensali a tavola! proseguire: mentre si spegne il fuoco e si mettono pezzetti di mozzarella sopra la carne arrossata, e l'origano. Chiudere con un coperchio o un piatto per pochissimo, giusto il tempo di sciogliere la mozzarella (se è stata messa).


Di solito questa "pizza" alternativa la servo con verdure croccanti verdi: insalata o spinaci freschi, senza pomodori (già ci sono nel piatto) o altro. E il sughetto rosso che si forma nella pentola, slurppp :D
C'è voluto più tempo a spiegarlo che a farlo. La carne va cotta poco (è sottile, si cuocerà bene) per evitare di farla indurire.. se la si vuole più cotta consiglierei di aumentare la quantità di passato di pomodoro, così le fettine non si asciugheranno.
Può essere anche preparata con un po' di anticipo con il trucchetto del sugo in più.. e magari lasciando un minuto in meno la carne in cottura, quando si riprende la pentola si accende a fuoco vivace, e si girano due vole te le fettine, in modo che riacquistino calore.. ma è così rapido farle che conviene soltanto quando si hanno taaaaaanti commensali a tavola.
Buon Appetito.

11 settembre 2013

E Questo Dove lo Metto?


Mai provato le girelle di pizza di Vale/Tork?  Personalmente le faccio davvero spesso.. non dico per ogni festa.. ma quasi. Capita infatti che il classico "cestino buffet " celiaco della peste, come sempre portato da casa, si riempia di tante cosine diverse... Ogni volta cerco di inventarmene una perchè non pensi di aver sempre a disposizione le solite tre cose, ne ha già avute abbastanza alla materna di esperienze così.. letteralmente e fisicamente  <<sempre la solita pastina>> per altro non di suo gradimento, ma quando si riesce a credersi o a credere di avere una creatura come gli altri allora allora...
Contiamo poi che ogni volta non si sa mai che si troverà nel buffet glutinoso... adesso sono tanti che fanno tutto in casa, nuova tendenza della crisi che ha colpito un po' tutti... però così diventa anche più difficile perchè non sai mai che aspettarti.. non è più tempo dei soliti quadretti di pizza lata, panini ripieni, bignè e mignon.. ora si fa di tutto... e di tutto e strano ha il cestino della pestifera, in eleganti scatole di latta racchiudo di tutto.

Già altre volte ho messo post ed immagini dove le si vedono le Girandole di Vale, ma questa volta, complice utilizzo grammature originali della ricetta..ma in realtà ne servivano meno della la metà per la quantità che dovevo portare..(anche perchè ci metto molto altro), in frigo ho parcheggiato l'impasto base delle girelle (mozzarella e farina), che attendeva intrepido di uscire e tuffarsi in forno..
Ma il giorno successivo l'ho.. "fregato" di brutto: quando la luce del frigo s'è accesa, la ciotola ha iniziato a sobbalzare gioiosa, pronta per essere stesa, non ha neppure provato ad appiccicarsi alle mani quando ha incontrato il tagliere leggermente infarinato... a quel punto s'aspettava di diventare un rettangolo sottile.. si è lasciata manovrare con insolita leggerezza ma poi ha capito che c'era qualche cosa di strano... 
All''inizio non ha compreso perchè nell'aria un dolce profumo di olio.. poi quando non ha raggiunto lo spessore adeguato per accogliere il pomodoro concentrato e s'è vista staccare non perfetti rettangoli di impasto grandi poco meno di una carta da gioco ha capito definitivamente che non vi era più nulla da fare... e s'è lasciato gettare delicatamente nel wok ripieno di olio da frittura.
Pensava di finire così, con un passaggio dall'esperimento "friggo così" a "cesto dell'umido" invece ha scoperto d'essere diventato una piccola delizia da fare e rifare spesso, panino di pizza morbida fritta, semplice, allegro, da riempire sopra con verdure, salse, ma anche da degustare così...  alla fine è stato un peccato davvero non averne lasciato di più dentro la ciotola di impasto... ma la scusa ora c'è.. anzi c'è stata..più volte (eh si!) di preparare le buonissime girandolele da portare alle feste.. ma stranamente capita un mezza porzione in più di impasto.. chissà perchè .....