presentiamoci un po'

Pasticci, Colori e Fantasia! Tre pesti in allegria. Semplicemente il mio mondo, me: passioni, pensieri , ricette...
Le mie due favolose pesti e il pestifero!!! (e l'angioletto.. ovvero me che sopportano!)

25 febbraio 2014

Biscottini da Tè al Formaggio Cremoso



Dovevo assolutamente portare a termine la ciotola di formaggio cremoso simile al quark home made e per caso mi sono ricordata di aver intravisto una ricetta insolita sul sito di uno dei più noti formaggi cremosi ..  Così non ho resistito a provarli: più sono strani più mi incuriosiscono... così prendendo a man bassa da questa ricetta sul sito Philadelphia ho iniziato a togliere glutine ;)  in quà e là....aggiustando le dosi.. e il tè del pomeriggio ha avuto un accompagnamento speciale.


Biscottini da Tè al formaggio Cremoso

100 g Formaggio Cremoso ( io lo faccio anche in casa, una specie di Quark ma più sodo, ma Philadelphia o altri simili, purchè senza glutine sono ok!)
370 g Farina per focacce e pizza de I Buoni Senza Glutine
120 g di zucchero a velo*  (Ar.Pa. e un po' di Pedon)
1 tuorlo
la punta di un cucchiaino di lievito per dolci ( pen noi Ar.Pa.)

Si mescola il burro con lo zucchero a velo, si unisce il formaggio ed il tuorlo poi, piano piano la farina ed il lievito. Impastare e fare delle palline piccine che debbono essere schiacciate leggermente al centro , si riempie con marmellata o crema di nocciole o cacao e si inforna a 180 °C per 20-25 minuti..togliere dalla teglia quando perdono molto calore e servire freddi .

*i prodotti devono essere senza glutine se vogliamo utilizzare la ricetta da destinare ai celiaci, e devono essere presenti in prontuario AIC oppure sulle confezioni debbono essere riportati o la spiga sbarrata oppure il claim "Senza Glutine" come da direttive EU 09

la ricetta originale: qui
note: 
non oltrepassate i 25 minuti di cottura: le farine senza glutine restano più chiare, non pretendete di arrivare al colore dei biscotti del link, quelli hanno glutine, noi farina di riso ed i colori cambiano non poco!
Il Quark casalingo che ho usato è più liquido di quello in vaschetta (soprattutto se si usa il classico cremoso) per cui ho portato un po' più in sù e grammature della farina.(a 370g ) Il panetto che si deve ottenere deve essere sodo e lavorabile, regolate la quantità in base al tipo di secchezza del vostro formaggio.


18 febbraio 2014

Caldi colori d'Autunno.. in questo folle Inverno


Non ho ancora ben capito questo inverno come ha deciso di comportarsi...  Il natale lo abbiamo passato con un sole incredibilmente caldo e le margherite che spuntavano nei prati. Poi è arrivata la pioggia con un caldo incredibile.. ma tanta tanta pioggia....  i fiumi e i canali di bonifica belli carichi all'orlo qui da noi, purtroppo usciti in altri paesi già martoriati, ma sempre l'allerta resta ad ogni nuvola, almeno sinchè le vie d'acqua non terminano di scaricare bene a mare..che già riceve poco.
Ma ecco quando meno te lo aspetti, ritornare il sole gelato!! Eh si gelato perchè il vento ha spazzato le nuvole, ha liberato il cielo e reso limpido e trasparente l'azzurro lasciando vedere da qualche giorno la luce.. l'unico problema che le temperature si sono abbassate.. cosa che ci si aspetta con la pioggia, invece.. si il nostro inverno in Pianura quest'anno si sta dimostrando veramente folle!!  Finiscono di cadere anche le ultime foglie secche dagli alberi, che ancora non avevano capito che fare: metà foglie son scese da tempo, un'altro poco è rimasto ben saldo sino ad ora, ma mentre il raggio di sole ha iniziato a scaldare qualche germoglio nuovo, l'altra metà di foglie ha deciso di cadere al suolo, regalando ancora in qualche giardino e strada bei caldi colori che non stonano affatto in questo periodo, ed ecco spazio a giallo e rosso!

Con queste premesse vien voglia di sfornare tanto pane, dar un po' di cambio al solito, ma senza complicarsi troppo la vita, per chi può, e quando si è a spasso per godere del sole ma si vuole tornare a scaldarsi con una buona fetta di pane e marmellata mantenendo il tema colore (importante a casa nostra!) in macchina del pane finisce la tanto comoda Glutafin con qualche cucchiaiata di farina quinoa dall'insolito buon sapore rustico.. ed ecco che dal forno (perchè è più bello il pane se esce da là) una bella forma in cassetta tutta da gustare. A dire il vero non è una o due volte che faccio questo pane con queste caratteristiche, è dall'estate scorsa, ma mi dimenticavo sempre di fotografarlo...  è stato un caso questo.. e per fortuna!!
Comunque non è una gran invenzione, è un'idea per variare sul solito tema ma senza grattacapi strani.

Glutafin è una farina che uso volentieri, così come è, quando sono in crisi nera e non mi viene un pane con le idee che mi prefiggo, allora per rimettermi un po' in positivo il morale, butto su in mdp questa con la ricetta della scatola (cambiando olio però!) e il risultato, sempre perfetto, mi rincuora e ricarica, così il giorno dopo ho le energie giuste per ricominciare. Ma è bello anche per chi non vuole mettersi troppo in gioco o non si fida ancora delle proprie capacità panificatrici, o ancora è alle prime armi, poter cambiare il sapore ma con sicuro effetto.. l'unica cosa è che non è per tutti: purtroppo Glutafin non è adatta a chi ha una intolleranza al lattosio.


Pane veloce con farina di Quinoa*
290 g Glutafin
85 g farina di quinoa* senza glutine (per noi Vital Nature)
300 g Acqua
8 g lievito secco (è nella confezione di glutafin)
7 g sale
20 g olio EvO

Doppia strada per questa farina:
La Prima:  Tutto in MdP con programma di 2:30 circa (anche 2:40 non dà problemi) liquidi e poi i secchi, in un angolo opposto al lievito si mette il sale e si avvia. Al termine si sfornerà un buon pane profumato. Volendo prima che inizi a lievitare si estrae la pala impastatrice con una pinza. 
Volendo prima della cottura si spennella la superficie con olio evo.
La Seconda: Tutto tranne il sale (prima i liquidi poi i secchi) nella mdp, si imposta impasta e lievita e si lascia impastare per una ventina di minuti. Si scaravolta in uno stampo da plumcake leggermente unto ai bordi (mentre sotto si mette una striscia di carta da forno),  e mentre il pane lievita nello stampo (una quarantina di minuti o poco più) si accende il forno a 230°C. Si spennella la superficie del pane e si inforna 20-25 minuti: sinchè il pane-plumcake diventerà abbronzato e leggero. Si lascia riposare e quando è tiepido si sforma lasciandolo su una gratella o un asse di legno a terminar di raffreddare.

*i prodotti devono essere senza glutine se vogliamo utilizzare la ricetta da destinare ai celiaci, e devono essere presenti in prontuario AIC oppure sulle confezioni debbono essere riportati o la spiga sbarrata oppure il claim "Senza Glutine" come da direttive EU 09



17 febbraio 2014

Zuppa al Saraceno Bio, per Noi !



Certo "provata per Noi" perchè prima di dire "si ci piace", la proviamo ;) e se ci piace la riprendiamo ancora e ancora..e ancora. E questa c'è veramente piaciuta un sacco!! Lunghetta nella preparazione (quaranta minuti!) ma semplice nella realizzazione.
Un mix di ingredienti che la rende bella piena di sapori. 
La ricetta è scritta sulle confezioni, in un soffritto biondo di cipolla si aggiungono i "semi" del mix perchè si insaporiscano, poi si aggiunge un brodino leggero ( ma anche acqua con un dado*) nella quantità descritta e si porta a cottura. Si aggiusta con un filo di olio, Extra Vergine di Oliva mi raccomando, e si serve come zuppa finita.
Se vogliamo dare un tocco diverso basta aggiungere verso fine cottura qualche cucchiaio di passata di pomodoro o una spruzzata di concentrato di pomodoro, o ancora possiamo aumentare l'acqua e aggiungere riso nero, ma senza eccedere.. giusto un paio di cucchiai... 
Noi la gustiamo più asciutta possibile, ci piace tuffarci un pezzo di pane, magari con quinoa o saraceno, mentre fuma beata, poi con gli azuki verdi e le lenticchie rosse è coloratissima, un piacere anche da vedere.
Insomma a noi piace, a voi non so ;)
La zuppa al saraceno è parte di una nuova linea Bio di Nutrifree, che prende spunto dalla sorella che spesso prendevo presso la GdO ma non senza glutine. Mi piacevano prima, poi il fatto di non trovarne di certificate, mi ha portato a preparale in casa miscelando i vari semi e ingredienti... ma spesso ci si ritrova ad avere un po' troppi sacchettini misti aperti..   non sempre una comodità. Queste (ve ne sono diverse con diverse caratteristiche) hanno di tutto ma non resta "indietro" nulla, niente scotto o duro. Insomma se ci si vuole scaldare per bene, ma senza troppo impegno, ecco che si mette su e ci si scalda davanti al caminetto o si legge un bel libro mentre questa si prepara senza bisogno di starle col fiato sul collo!

Ora vado a farne scorta.. è previsto nuovamente freddo qui da noi, meglio tenerne una a portata di ..pentola!

16 febbraio 2014

Padellata di Ceci




E Ferrara non ha il suo cibo di strda? Lasciamo stare la ciupeta, è "solo" pane, anche se i bambini gironzolano per le vie con un crostino in mano da sgranocchiare, c'è altro.
Uno dei ricordi più belli della mia infanzia, nonostante le faticose lunghe code per accappararsene un pezzetto e il degustarlo in piedi, schiacciati in un angolo di un bancone. Di che parlo? Del paradiso culinario che personalmente trovo tra le fette di una padellata di ceci.. ma  di quelle del centro storico di Ferarra, dove ora come ora  è rimasto solo una pizzeria a farli "come una volta", con quella cottura lenta a legna, dentro padelle enormi (giusta giusta entra a filo nella bocca di un forno a legna grande..fatte far apposta su misura) ed infine scaravoltata con fette irregolari..al come capita capita, su un rettangolo di carta da forno e una assorbente, e magari irrorati di un buon pepe nero macinat fine al momento... mmm che fame mi è tornata.
Una volta Giuseppe era uno dei posti "storici" per questi incontri.. e pure scontri visto che si stava in piedi a mangiare (pochi i fortunati che riuscivano ad accappararsi un tavolino dei pochi, meglio di chi al bancone stretto sostava un piede su e uno giù da una poltroncina da bar... cosa non facile per una bimbetta di sei anni.. ma non demordevo!), poi Orsucci altro storico nome da noi..ed infine "Succi" (io ricordo lo chiamavano così, forse per distinguerlo), che resta in una delle vie adiacenti al centro storico dove si riesce ancora a vivere questa atmosfera che ha un non sò che di magico, certo tanti altri posti hanno la padellata grande, o piccola, ma quelle sono uniche, inimitabili seppur tutte molto buone.
A dirla tutta.. Orsucci tutti sono i tre descritti, fratelli "emigrati" da altra regione e trasferiti a Ferrara dove hanno portato il "loro" piatto regionale facendolo conoscere ai ferraresi che se ne sono talmente innamorati da tenerselo stretto!
Peccato che i sapori si stiano perdendo , ma credo di essere un po' troppo di parte, sarà perché ho legami particolari verso questo piatto...  e peccato anche che le pizzerie "in piedi" non le frequentiamo più .. troppo grano in giro, eppure la farina di ceci è gluten free.. ma non demordo, quando la vogliamo in pizzeria scappiamo in un locale del circuito afc di AIC, (che fa la padellatina), sennò la teglia più grande di casa nostra entra in forno con gioia e pazienza .. eh si, anche questo è uno degli ingredienti fondamentali della ricetta .

Farinata di Ceci
750 g acqua magari con il sapor di Po
350 g farina di ceci* (per noi Mulino Zanone)
pizzico di sale
olio EVO

Mescolare bene la farina di ceci con l'acqua leggermente salata, eliminando i grumi, si lascia a riposo minimo 3 ore schiumando eventuale bolle.
Versare in una padella molto ben oliata ma non troppo spessa, deve essere circa un centimetro di spessore, anche meno.
Cuocere a 250°C  (il massimo del forno) in basso sinchè non fà sulla superficie una bella crosticina..  si può arrivare anche a 30 minuti (si staccherà dai bordi quando è pronta).
Estrarre dal forno, tagliae a fette e spolverare con una generosa irrorata di pepe nero.

*i prodotti devono essere senza glutine se vogliamo utilizzare la ricetta da destinare ai celiaci, e devono essere presenti in prontuario AIC oppure sulle confezioni debbono essere riportati o la spiga sbarrata oppure il claim "Senza Glutine" come da direttive EU 09

Come resistere?? Io non ci riesco, mai riuscita e mai lo farò, neppure ci penso a resistere: quando li vedo li assalgo! Se poi li prepariamo a casa.. è una lotta al più veloce, soltanto lui si accapparrerà più fette :D

14 febbraio 2014

Piccoli Scrigni Salati: i Bauletti



Sempre alla ricerca delle "forme" nostrane, che ricordino visivamente i panini venduti nei forni glutinosi, pur mantenendo la sicurezza di una alimentazione gluten free per la peste, ma senza rinunciare al buon pane fato in casa.
Un'altra forma ( ma più da produzioni per ristoranti) è il bauletto..che in alcuni passaggi assomiglia molto alla mantovana, una striscia spessa e non troppo lunga arrotolata e tagliata in profondità sino a pochi passi dell'estremità opposta.
Qui ho voluto anche "osare" creando una versione ripiena..mai visti i bauletti ripieni, però non è stato disprezzato, tutt'altro!
Bauletti

360 g acqua+ 2 cucchiai (da aggiungere in caso di necessità)
200 g farina Mulino dalla Giovanna per pane e pizza senza lattosio
120 g Nutrifree mix pane
80 g Glutafin
20 d lievito di birra
20 g olio EVO
1 cucchiaino pieno di sale fino

farina fine di mais* per il tagliere
Olio evo per spennellare


Amalgamare gli ingredienti in planetaria o nella mdp, tranne sale e lievito  e 60 g di acqua (dei 360), inserire il lievito sciolto nell'acqua (i 60 g) e impastare energicamente. Dopo qualche minuto aggiungere il sale, mescolare e lasciar lievitare due ore nel ciotolone . Se l'impasto risultasse troppo secco aggiungere i due cucchiai di acqua tenuti a parte. 
Al termine dell'amalgama deve risultare morbido e vi si deve affondare bene il dito senza resistenza da parte dell'impasto, ma non deve essere liquido da non farne neppure un pochino.

Passate le due ore, anche più, si preleva parte di impasto e divide in palline su un piano leggermente infarinato (non dovrebbe essere troppo appiccicoso, nel qual caso una spolverata con farina di mais fine* non guasta) e con il matterello si formano dei rettangoli non troppo sottili , meno di un cm di spessore, e si arrotola dal lato corto cercando di mantenere compatta la forma, ovvero senza far uscire dal centro le teste (come accade per le coppie), tre -quattro giri di pasta si dovrebbero fare.

Si lascia lievitare su carta da forno per una buona mezz'ora, infine si spennella con olio extra vergine di oliva e si taglia partendo da uno dei due lati lunghi, sin quasi l'estremità opposta, con un taglio deciso e profondo.
Mentre il forno si scalda a 230-240°C  (!) si lascia lievitare un'altro poco, infine si inforna a metà altezza e sulla leccarda capovolta per una ventina di minuti-mezz'ora, sinchè risulta tutto dorato anche ai lati.




Un baule pieno di tesori, ecco quel che sembra mentre si apre.


Variante : 
Bauletto ripieno

Agli ingredienti sopra citati aggiungere pezzi di mozzarella da pizza e olive, che verranno disposte sul rettangolo di pasta da arrotolare, cercando di mantenere stretto l'arrotolamento.
Per il resto si procede uguale al bauletto tradizionale, lievitazione, spennellata di olio evo e taglio profondo, infine cottura.
Molto probabilmente si coloreranno in superficie un po' prima, dopo soli venti minuti, per via della mozzarella che è uscita dal taglio.

In entrambi i casi il pane cotto non deve essere molliccio al tatto neppure sotto, duro e alleggerito rispetto il panetto crudo di partenza.


Questa miscela rispetto la precedente della Banana, risulta più lavorabile ma anche un pochino più "umida" internamente alla fine della cottura, nonostante però risulti il pane ben cotto anche dentro. Ha la tendenza a diventare più dura in minor tempo ( si parla dai due giorni) rispetto al bauletto che, grazie al Lievito Madre* può mantenere morbidezze più a lungo.Si può intervenire abbassando la quantità di lievito di birra e aumentando i tempi di lievitazione.

Nota: le temperature che metto solitamente sono quelle dei miei forni, che non spingono tantissimo (uno) per cui spesso mi ritrovo a cucinare a 250 °C che parrebbero alti (in realtà lo sono, per un forno di natura moderna) ma che nel mio antro caldo ante guerra (a gas) non sono granchè. Per cui seguite le cotture quando infornate e se vi pare troppo alto, basta abbassare di pochi gradi , anche solo una decina e continuare la cottura. Solitamente i miei 250°C corrispondono a 230-240 gradi (come poi ho segnato nella ricetta).
Spero ora, con l'arrivo di un "nuovo" forno elettrico di riuscire a regolare meglio le temperature, ma ci si deve ricordare che ogni forno è a sè, soprattutto se le ditte di costruzione sono diverse.
Altra cosa, non uso mai il ventilato... i miei non hanno questa funzione, per cui spesso anche l'accensione del ventilato potrebbe far colorare in anticipo la parte esterna delle produzioni prima che raggiungano la cottura .

l'interno ben definito. Si possono vedere ancora bene i giri dell'arrotolata, poi tagliata a metà al centro e in lunghezza
a raffreddare sulla gratella.. che fatica non addentarlo
Questo bauletto ha subito una ulteriore variante, con un taglio tutto suo, tanto da portare a sembrare una mantovana, altro pane tipico dei percorsi del Grande Fiume. Effettivamente ci assomiglia un poco, ma la lavorazione cambia un pochino (ne riparlerò in un altro post).



12 febbraio 2014

Torta alternativa con Verza e ricotta


Tortino di Verza
un caspo di verza
una cipolla
due carote
2 uova
40 g farina mais fine*  ( o fioretto di mais senza glutine*)
100 g ricotta
30 g di scagliette di grana
2-3 cucchiai di grana grattugiato
un mazzetto di prezzemolo
olio EVO
burro
sale-pepe

Si procede pulendo le foglie di verza, sbuccio la cipolla e le carota.
Taglio a striscioline la verza, carote a dadini che sbollento in acqua per cinque minuti. 
La cipolla la taglio molto sottilmente e la rosolo in padella con un di cucchiai di olio, aggiungo la verza e la lascio insaporire per 5 minuti.
In una ciotola a parte metto la ricotta e unisco il prezzemolo tritato, aggiungo poi le carote e la verza, piano piano unisco il grana in scaglie ed un po' di sale e pepe... continuando a mescolare incorporano poco a poco la farina di mais*. infine aggiungo le uova sbattute e verso tutto in una tortiera imburrata è cosparsa con un po' di farina di mais* o pane grattugiato* senza glutine.
cospargo la superficie con grana grattugiato in forno giá caldo a 200 °C per 35-40 minuti.


Servire subito calda, per noi è buona anche tiepida e in piccole porzioni anche a temperatura ambiente ( purchè non fredda)

*i prodotti devono essere senza glutine se vogliamo utilizzare la ricetta da destinare ai celiaci, e devono essere presenti in prontuario AIC oppure sulle confezioni debbono essere riportati o la spiga sbarrata oppure il claim "Senza Glutine" come da direttive EU 09




6 febbraio 2014

Quanti Modi di Fare e Rifare ... Tucèn ed Fa’sol e Ov


La ricetta de Quanti Modi di Fare e Rifare di questo Febbraio è così semplice veloce, gluten free che quasi è un peccato non venga fatta e stra fatta e rifatta... ovunque. A dirla tutta è molto semplice certo, si può fare con ingredienti "pronti" da tenere in dispensa  e usare a necessità, ma questo non vuol certo dire che non ha sapore, anzi, fatta con tutti i crismi ha un sapore unico, che scalda il cuore e porta indietro... inoltre.. bhè... la scarpetta è assicurata!

La ricetta qual'è? Oggi ci si scalda davanti a "la Stufa Economica" e con un nome così, non si può non trovare un piatto caldo, casalingo, buono come  "Tucèn ed fà'sol e ov" , sughetto con fagioli e uova... troppo buono!!!

Certo la peste grande da me non ha gradito, l'unica, ma era già in conto che gli altri tre commensali avrebbero litigato per "accappararsi" la sua parte ... i legumi e lei non sono mai in accordo, almeno quando li vede ...

Ingredienti? salsa di pomodoro, aglio, prezzemolo, uova e fagioli..e il bello che si possono usare prodotti già pronti in scatola, non servono necessariamente ore e ore di ammollo dei fagioli (certo con quelli il sapore sarebbe ancora più favoloso), di passata di pomodoro ne vogliamo parlare? Chi non ne tiene una bottiglia sempre pronta per una pizza o pasta al volo? Se poi è casalinga bhè... ve lo devo proprio dire? Non credo.
Per farla? Ecco qui il link, dalla Stufa economica con le sue bellissime immagini invitanti.

Si io lascio un po' secco il sughetto.. ma vi assicuro.. da "tociare" ve ne è, eccome!! Un'altro passo anche se uso i borlotti in scatola è quello di farli cuocere in padella con la passata di pomodoro e due cucchiai di acqua per un pochino, in modo si ammorbidiscano ancora di più. Cosa ne dite...ci tuffiamo? Io qui sotto si!


Ma è ancora out fare la scarpetta secondo il galateo? Si?!  peggio per Galateo :P io mi ci lancio dentro!! Ed ecco il piatto che fine fa !


Slurposissima!!!!! Grazie Cuochina per averla messa in lista..ma soprattutto grazie a Marika, padrona di casa de La stufa Economica e a Fiorino! :D