presentiamoci un po'

Pasticci, Colori e Fantasia! Tre pesti in allegria. Semplicemente il mio mondo, me: passioni, pensieri , ricette...
Le mie due favolose pesti e il pestifero!!! (e l'angioletto.. ovvero me che sopportano!)

18 maggio 2015

Crema di Radici con Scorzabianca


Finalmente un po' di tempo per giocare con le insolite nascite che trovo in giardino.
Dallo scorso anno un seme, venuto da chissá dove, ha attecchito tra i germogli di pisello.. Attendendo un poco è cresciuto ed ha svelato un fiore meraviglioso. Stellato, viola con un cuore giallo..una piantina che ha tranquillamente superato il metro di altezza.

Cerca qui e lá e scopro si tratta niente di meno che un frutto dimenticato della terra, da troppi  anni non lo si coltiva piú negli orti..la resa è di molto inferiore alle radici salite dalla antica Macedonia; no non ho sbagliato ..di questa pianta non si mangia il fiore o le foglie, ma proprio la radice.
Non si tratta che di Scorzabianca, la progenie nei nostri orti, delle radici da tavola. Cugina della Scorzanera hispanica, da cui differisce per colori di radice e fiore apicale. (Tragopogon porrifolius)
L'unico problema è che va raccolta e mangiata quando la radice è morbida..quando il fiore si è appena aperto, e giâ così è tendente ad avere una radice legnosa. A saperlo prima... Io invece ho voluto attendre l'appassimento del fiore, che s'é trasformato in un grandissimo "soffione", come il Tarassaco.
Molti semi si sono staccati e sparsi sul terreno, altri li abbiamo conservati con l'intenzione di seminarli l'anno successivo, invece a sorpresa hanno deciso di nascere a sorpresa...
Meglio per noi..ed ora le scusanti per non poterlo usare non ci sono piú e cosí ecco che ci si mette un calo delle temperature leggero,ma abbastanza fresco da invogliare a preparare una crema ricca.
Purtroppo il raccolto di questo giro non era enorme,  i giorni precedenti invece avevo un mazzolone grandissimo, per cui ho ampliato le radici aggiungendo un'altro frutto della terra, anche se non piú del suo colore originale:  la carota.


la radice centrale è la pianta di scorzabianca
Crema Tiepida di Radici di Scorzabianca e Carote

Un mazzo di scorzabianca raccolta fresca e leggermente morbida
Quattro belle carote
Mezzo litro di brodo vegetale caldo (anche pronto..purché senza glutine se la pietanza ê destinata ad un celiaco)
Una cipolla rossa
Un piccolo bicchiere di vino bianco
Olio EvO
Sale, pepe
Un ciuffetto di prezzemolo fresco




In una casseruola mettere l'olio e appassire la cipolla dolcemente, nel frattempo lavare e spuntare le carote e tagliarle a tocchetti.
Lavare e raschiare con un coltellino le radici di scorzabianca, eliminando i radicamenti filosi.
Tagliare a pezzetti e mettere assieme alla cipolla.
Aggiungere le carote e coprire con il brodo, portando a cottura sinchè le radici diventano morbide.
Passare il tutto con un frullatore ad immersione, aggiungendo il prezzemolo mentre si frulla. 

Aggiustando con sale e pepe e portando il frullato, alla cremositá desiderata.

Si potrebbe aggiungere della pasta, in questo caso serve allungare con un po' di altro brodo, per la cottura della pasta (magari tipo risoni) oppure quadretti di pane strofinato con aglio.
Servita tiepida é veramente ottima, calda corroborante e carica un sacco le energie.
Insomma anche quel che abbiamo dimenticato e che ci circonda,  senza saperlo, puó essere una sorpresa da portare a tavola
.




10 maggio 2015

Gnocchi di Fagioli e .... per Quanti Modi di Fare e Rifare

Volutamente piena di vapore! Gnocchi appena spadellati, slurppppp

E stavolta la facciamo veramente strana... poi chissà se funzionerà. Certo il fagiolo qui in casa lo devo usare col contagocce.. la peste grande sembra sentire i legumi in qualunque preparazione io li metta, che siano due o mille...  quella li sente sempre. Ultimamente ha un palato fine, critico.. si insomma, rompi ( hi hi hi) all'ennesima!



Questo mese per quanti modi di fare e rifare ecco gli  gnocchi di fagioli cannellini

Seguendo alla lettera ( anche riguardo l'uso delle scatolette) la ricetta di Nonna Sole.. almeno fino ad un certo punto.... ho spadellato dei gnocchi veramente insoliti.


Certo l'idea di usare farina integrale (logicamente per noi senza glutine) era interessante, anche se inizialmente pensavo ad usare una sottile farina di riso o un fioretto di mais (si lo so che è per dolci, ma il retrogusto di polenta a me piace..e coi fagioli per me è favolosa), poi mi sono guardata in giro.. una farina integrale, ricca di fibre.. saraceno bianco o scuro..si va benissimo..e se invece provassi con sorgo o quinoa?   troppa scelta gente... non so più che fare!!!
Che scelgo? vado sul colorito roseo del fagiolo e ne mantengo molto presente il sapore? Poi la peste grande li usa come palline da cerbottana.. no meglio di no..allora niente mais..stavolta.
 Quinoa e saraceno? E se mi coprono troppo? sono farine così amare.... certo il cannellino è dolce, ma non posso dargli questo stacco così importante... pensa che ripensa...ma certo! Ecco la soluzione!

Citando un film di Verdone "famolo strano!"....  così farina di riso e farina di Canapa (Sativa) si uniscono per un piatto veramente "strano" e ricco!

Il riso non copre i sapori, mentre la canapa è dolce.. ed avevo giusto voglia di provarla pura, per vedere negli impasti come colora per bene, così ha pure nascosto il rosato dei cannellini..e la peste grande non si è accorta di nulla, yeah! Certo dopo un piatto si è resa conto che qualche cosa di conosciuto c'era, ma non ha fatto una piega, anzi..

Conditi con le erbe aromatiche del giardino saltate con poco olio ( anche se abbiamo preferito il piatto con burro), origano, erba cipollina..scappata tagliata finemente ( sempre per questioni palato peste) anche all'interno dell'impasto .. veramente buoni.

La sera me ne erano avanzati un pochino e li ho passati al micro per pochi secondi ( la tenuta della forma la sera era migliore della prima spadellata e non erano duri) , magari un poco meno di farina di canapa sativa la prossima volta non guasta, così da sentire di più il fondo di legumi, ma non sono risultati così amari come con altre farine, ci sono veramente piaciuti un sacco.